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Credito d’imposta Design e Ideazione estetica 2026: aperta la piattaforma MIMIT

Per il 2026, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10% della base di calcolo. Nella notizia i dettagli della misura


Informiamo le imprese che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha disposto l’apertura della piattaforma informatica per la presentazione delle comunicazioni di prenotazione del credito d’imposta per attività di design e ideazione estetica 2026, nell’ambito della misura “Credito d’imposta ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica”. La piattaforma è operativa dalle ore 12.00 del 7 luglio 2026. Il beneficio ha una dotazione complessiva pari a 60 milioni di euro per il 2026.

Per il 2026 il credito d’imposta per le attività di design e ideazione estetica è riconosciuto nella misura del 10% della base di calcolo, al netto di altre sovvenzioni o contributi ricevuti sulle medesime spese, nel limite massimo annuale di 2 milioni di euro per impresa, ed è utilizzabile in un’unica quota annuale.

A chi si rivolge
La misura si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia, ed in particolare a quelle  che operano nei settori nei quali il design e l’ideazione estetica rappresentano un elemento centrale di competitività, come ad esempio tessile e moda, abbigliamento, calzaturiero, pelletteria, occhialeria, oreficeria e gioielleria, mobile e arredo, ceramica, complemento d’arredo, oggettistica, packaging, grafica.  Più in generale, tutte le attività manifatturiere nelle quali la progettazione estetica, la creazione di collezioni, campionari o nuovi prodotti costituisce un fattore distintivo.

La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

Quali attività sono ammissibili
Le Linee guida MIMIT distinguono le attività agevolabili in quattro grandi ambiti.

Ricerca e sviluppo
Rientrano le attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Devono essere attività finalizzate ad acquisire nuove conoscenze scientifiche o tecnologiche, risolvere problemi tecnici non ordinari, realizzare nuovi prodotti o processi o migliorare in modo significativo prodotti o processi esistenti. Le Linee guida richiamano i criteri del Manuale di Frascati: novità, creatività, incertezza, sistematicità e trasferibilità/riproducibilità dei risultati. Non sono sufficienti modifiche ordinarie, attività di routine o semplici adeguamenti già noti allo stato dell’arte.

Innovazione tecnologica
Sono ammissibili i progetti finalizzati alla realizzazione di prodotti o processi nuovi o sostanzialmente migliorati rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa, con miglioramenti sul piano tecnologico, delle prestazioni, dell’ecocompatibilità, dell’ergonomia o di altri elementi sostanziali. Sono invece escluse le attività di routine, le modifiche solo estetiche o secondarie, gli adeguamenti a specifiche richieste del cliente, il controllo qualità e la standardizzazione.

Innovazione tecnologica 4.0 e green
Rientrano, tra gli altri, i progetti di integrazione digitale dei processi aziendali, interconnessione tra sistemi, digitalizzazione di produzione, logistica, tracciabilità, monitoraggio, manutenzione predittiva, KPI, analytics, cybersecurity, cloud, edge computing e blockchain. Per la parte green sono considerate rilevanti le attività orientate a economia circolare, ecodesign, riuso, riciclo, simbiosi industriale, recupero di materie prime seconde, disassemblaggio, remanufacturing e monitoraggio del ciclo di vita del prodotto.

Design e ideazione estetica
Per la piattaforma 2026 il focus è su queste attività. Sono ammissibili i lavori finalizzati a innovare in modo significativo i prodotti dell’impresa sul piano della forma e degli elementi non tecnici o funzionali: linee, contorni, colori, struttura superficiale, ornamenti, materiali, imballaggi, presentazioni, simboli grafici e caratteri tipografici. Le attività riguardano in particolare settori come moda, tessile, calzaturiero, occhialeria, orafo, mobile, arredo e ceramica, ma i criteri possono applicarsi anche ad altri settori.

Per le imprese che realizzano collezioni o campionari, sono agevolabili le attività che presentano elementi di novità rispetto alle collezioni precedenti, con riferimento a tessuti, materiali, combinazioni, disegni, forme, colori o altri elementi rilevanti. Restano escluse le semplici modifiche marginali, come l’aggiunta di un singolo prodotto o la sola variazione di un colore o di un dettaglio. Le Linee guida precisano inoltre che, per le nuove collezioni o campionari, l’agevolazione riguarda la fase precompetitiva e, in particolare, le fasi di progettazione e materializzazione del prototipo/campionario, non le attività di marketing e distribuzione.

Spese ammissibili
Per le attività di design e ideazione estetica sono ammissibili, nei limiti previsti dalla normativa, le spese per personale direttamente impiegato, beni materiali mobili utilizzati nelle attività di design, progettazione e realizzazione dei campionari, contratti con soggetti esterni per lo svolgimento diretto delle attività, consulenze e servizi equivalenti, materiali, forniture e prodotti analoghi impiegati nei progetti.

Certificazione e documentazione
Le imprese devono conservare un impianto documentale solido: descrizione del progetto, obiettivi, attività svolte, tempi, costi, personale impiegato, risultati raggiunti, eventuali prototipi o campionari, collegamento puntuale tra spese e attività agevolabili.

Ai fini del riconoscimento del credito, l’effettivo sostenimento delle spese deve risultare da apposita certificazione contabile rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale. Inoltre, l’impresa deve redigere e conservare una relazione tecnica asseverata che illustri finalità, contenuti e risultati delle attività svolte. Per le attività commissionate a terzi, la relazione deve essere rilasciata dal soggetto che ha eseguito le attività.

È inoltre fondamentale che il progetto sia validato sotto il profilo tecnico da un soggetto qualificato: il MIMIT ha istituito l’Albo dei certificatori del credito d’imposta per ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e ideazione estetica. Attraverso la piattaforma dedicata le imprese possono selezionare il certificatore prescelto e versare i diritti di segreteria; il certificatore carica poi la certificazione richiesta.

Procedura per la richiesta
La procedura 2026 prevede due passaggi.

1. Comunicazione di prenotazione
L’impresa deve trasmettere, per ogni singolo progetto di design e ideazione estetica, una comunicazione preventiva tramite la piattaforma informatica MIMIT. La comunicazione contiene i dati dell’impresa, la descrizione del progetto, il periodo previsto di avvio e completamento, l’importo degli investimenti agevolabili e il credito d’imposta potenzialmente spettante. L’invio genera una ricevuta con l’indicazione del credito prenotato secondo l’ordine cronologico di presentazione, oppure l’eventuale indisponibilità delle risorse.

2. Comunicazione di completamento
Per ogni prenotazione, l’impresa dovrà poi inviare una comunicazione di completamento degli investimenti entro 30 giorni dalla chiusura del periodo d’imposta agevolabile. Gli investimenti effettivamente completati, considerati al lordo di eventuali sovvenzioni sulle stesse spese, non potranno essere inferiori al 70% dell’importo indicato nella comunicazione preventiva. I termini di apertura della piattaforma per le comunicazioni di completamento saranno definiti con successivo decreto direttoriale

Il credito sarà utilizzabile in compensazione tramite modello F24, nei limiti dell’importo comunicato dal MIMIT all’Agenzia delle Entrate. Il mancato invio delle comunicazioni nei termini e con le modalità previste comporta il mancato perfezionamento della procedura e la decadenza della prenotazione.



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