Legge annuale PMI: più forza alle imprese, più tutela all’artigianato
Dalle reti d’impresa al credito, dal ricambio generazionale allo stop ai “finti artigiani”: la Legge 34/2026 introduce nuove opportunità per le piccole imprese e recepisce battaglie storiche portate avanti da Confartigianato
La Legge annuale sulle piccole e medie imprese, Legge 11 marzo 2026, n. 34, rappresenta un passaggio importante per il sistema produttivo italiano e per il mondo dell’artigianato. Il provvedimento interviene su temi centrali per la competitività delle imprese: aggregazione, credito, ricambio generazionale, semplificazione, sicurezza, tutela dell’identità artigiana e trasparenza verso il mercato.
Per Confartigianato si tratta di un risultato significativo, perché molte delle misure contenute nella legge raccolgono istanze sostenute da tempo dal sistema associativo nazionale: modernizzare la disciplina dell’artigianato, rafforzare il ruolo dei Confidi, favorire la crescita delle micro e piccole imprese e contrastare l’uso improprio del termine “artigianale”.
I punti salienti per le imprese
- Reti d’impresa e aggregazioni più forti. La legge punta a favorire la collaborazione tra imprese, sostenendo i contratti di rete e gli investimenti condivisi. Per le piccole aziende, aggregarsi significa poter affrontare meglio innovazione, mercati, filiere, internazionalizzazione e transizione digitale.
- Agevolazioni fiscali per le imprese in rete. Per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2028 è prevista la possibilità di non far concorrere alla formazione del reddito una quota degli utili destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio destinato all’affare, se finalizzati alla realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete.
- Rafforzamento dei Confidi e accesso al credito. La legge delega il Governo al riordino della disciplina dei Confidi, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo a sostegno delle PMI, favorire processi di aggregazione, ampliare le attività esercitabili e ridurre i costi di istruttoria per le imprese. È una misura particolarmente importante per artigiani e piccole imprese, per le quali l’accesso al credito resta una leva decisiva per investire e crescere.
- Ricambio generazionale e passaggio di competenze. Il provvedimento introduce strumenti per favorire l’ingresso dei giovani in azienda e il trasferimento delle competenze dai lavoratori più esperti alle nuove generazioni. Un tema strategico per l’artigianato, dove manualità, esperienza, conoscenza tecnica e cultura del lavoro rappresentano un patrimonio da non disperdere.
- Sostegno alla filiera della moda. Sono previste risorse dedicate a programmi di sviluppo presentati da piccole e medie imprese della filiera moda. L’obiettivo è sostenere investimenti, competitività e qualità delle produzioni, valorizzando un settore centrale per il Made in Italy e per molte realtà artigiane.
- Riforma della disciplina dell’artigianato. La legge contiene una delega al Governo per aggiornare la Legge quadro sull’artigianato n. 443/1985. È un passaggio atteso da tempo: l’artigianato di oggi non è solo manualità, ma anche progettazione, creatività, tecnologia, innovazione, sostenibilità e capacità di competere sui mercati.
- Tutela dei termini “artigianato” e “artigianale”. Una delle novità più rilevanti riguarda il divieto di utilizzare denominazioni, marchi, insegne o messaggi promozionali che richiamino l’artigianato o l’artigianalità se l’impresa non possiede i requisiti previsti. L’obiettivo è contrastare i “finti artigiani”, tutelare le imprese realmente iscritte all’Albo e garantire ai consumatori maggiore trasparenza.
- Sanzioni contro l’uso improprio del termine “artigianale“. Per chi utilizza in modo scorretto riferimenti all’artigianato è prevista una sanzione amministrativa pari all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro. Una norma forte, pensata per difendere chi lavora davvero secondo i principi dell’impresa artigiana.
- Chiarimenti operativi del MIMIT. Le FAQ del Ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno chiarito che le imprese non artigiane possono valorizzare l’origine artigianale di componenti o semilavorati forniti da imprese artigiane, ma senza attribuire impropriamente la qualifica artigianale all’intero prodotto o alla propria attività, se non ne ricorrono i presupposti.
- Semplificazioni in materia di salute e sicurezza. La legge prevede modelli semplificati di organizzazione e gestione per micro, piccole e medie imprese, da elaborare con il coinvolgimento dell’INAIL e delle organizzazioni di rappresentanza. Sono previste anche novità sulla formazione e sull’addestramento, anche attraverso tecnologie di simulazione in ambienti reali o virtuali.
- Contrasto alle false recensioni online. Il provvedimento interviene anche contro le recensioni false nei settori della ristorazione e del turismo, vietando l’acquisto e la cessione di recensioni, apprezzamenti o interazioni. Una misura utile per tutelare le imprese corrette e contrastare pratiche che alterano concorrenza e reputazione.
Le azioni di Confartigianato
Confartigianato ha seguito con grande attenzione l’intero percorso della Legge annuale PMI, sostenendo in particolare alcune priorità fondamentali per il mondo artigiano e per le piccole imprese.
- Riforma della Legge quadro sull’artigianato
Confartigianato ha chiesto con forza l’aggiornamento della normativa sull’artigianato, ormai non più pienamente adeguata alle trasformazioni economiche, tecnologiche e organizzative delle imprese. L’obiettivo è riconoscere l’artigiano contemporaneo come imprenditore capace di unire tradizione, innovazione, competenze tecniche, creatività e valore progettuale. - Rilancio dei Confidi e del credito alle PMI
Confartigianato ha sostenuto la necessità di rafforzare gli strumenti di garanzia e il ruolo dei Confidi, fondamentali per facilitare l’accesso al credito delle imprese di minori dimensioni. In una fase in cui investire è indispensabile, il tema del credito resta centrale per la competitività del sistema produttivo. - Battaglia contro i “finti artigiani”
Una delle battaglie storiche di Confartigianato riguarda la tutela dell’identità artigiana. La nuova disciplina sull’utilizzo dei termini “artigianato” e “artigianale” rappresenta una svolta: chi usa questi richiami senza averne titolo danneggia le vere imprese artigiane e inganna i consumatori. - Interlocuzione con il Ministero e chiarimenti alle imprese
Confartigianato ha promosso anche un’importante attività informativa, favorendo il confronto con il MIMIT per chiarire l’applicazione delle nuove regole sull’uso del termine “artigianale”. Un lavoro utile per accompagnare imprese e associazioni territoriali nell’interpretazione corretta della norma. - Impegno sull’attuazione dei provvedimenti
Molte misure contenute nella Legge 34/2026 richiederanno decreti attuativi e passaggi applicativi. Confartigianato continuerà a monitorare l’evoluzione normativa affinché le opportunità previste diventino realmente accessibili e utili per le imprese.
La Legge annuale PMI apre una fase nuova per artigiani e piccole imprese. Le misure introdotte vanno nella direzione di favorire crescita, aggregazione, credito, innovazione, tutela del mercato e valorizzazione dell’identità artigiana.
Per il sistema delle imprese, la sfida sarà trasformare queste novità in strumenti concreti di sviluppo. Aggregarsi, investire, innovare, formare nuove competenze e valorizzare correttamente il proprio carattere artigiano saranno sempre più elementi decisivi per competere.
Confartigianato Imprese Arezzo è a disposizione delle aziende per approfondire le novità introdotte dalla Legge 34/2026, verificare le opportunità applicabili ai singoli casi aziendali e accompagnare gli imprenditori nella lettura operativa dei prossimi provvedimenti attuativi.
Per saperne di più: info@artigianiarezzo.it – Tel. 05753141


Associati
