Transizione 5.0 decreto al via: opportunità per gli investimenti ma restano forti criticità
Confartigianato: “Esclusione dei software cloud e troppi adempimenti burocratici penalizzano soprattutto le piccole imprese e gli investimenti di minore entità”
Confartigianato esprime forte preoccupazione per alcune scelte contenute nel decreto attuativo del Nuovo Piano Transizione 5.0, firmato il 4 maggio 2026 dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
In particolare, l’Associazione evidenzia il proprio disappunto per l’esclusione dei software in modalità cloud (SaaS) dall’ambito degli investimenti agevolabili. Una decisione che disattende le aperture e gli impegni più volte prospettati nei mesi scorsi dal Governo e che appare in contrasto con i reali processi di digitalizzazione oggi adottati dalle imprese, soprattutto dalle micro e piccole realtà.
Ulteriori perplessità riguardano la complessità burocratica della misura. Il nuovo impianto procedurale prevede infatti numerose comunicazioni obbligatorie, considerate da Confartigianato inutilmente ridondanti e tali da aumentare costi amministrativi, adempimenti e rischi operativi per le aziende. Un aggravio che rischia di penalizzare soprattutto gli investimenti di importo più contenuto, riducendo di fatto l’accessibilità dello strumento per molte PMI.
Nonostante queste criticità, il decreto apre ufficialmente la fase operativa del Piano, rendendo necessario per le imprese avviare fin da subito la programmazione degli investimenti.
Il provvedimento è ora nelle ultime fasi dell’iter amministrativo e dovrebbe consentire l’apertura della piattaforma GSE entro i primi giorni di giugno 2026.
Le imprese interessate dovranno quindi organizzarsi tempestivamente per predisporre investimenti, documentazione tecnica e adempimenti richiesti.
Procedura articolata: cinque passaggi obbligatori
La procedura sara’ articolata in ben cinque passaggi obbligatori, in quanto per accedere all’agevolazione sarà necessario seguire un percorso procedurale articolato:
- Comunicazione iniziale
- dati dell’impresa,
- descrizione dell’investimento,
- data prevista di interconnessione o entrata in funzione.
- Conferma dell’investimento
- entro 60 giorni dall’esito positivo del GSE,
- con acconto almeno pari al 20%.
- Comunicazione di completamento
- dopo consegna e interconnessione del bene,
- con:
- perizia tecnica asseverata,
- certificazione contabile delle spese.
- Comunicazione annuale
- entro il 20 gennaio di ogni anno,
- relativa alla stima di utilizzo del beneficio.
- Comunicazione integrativa
- entro il 30 giugno,
- contenente il piano di ammortamento.
Il beneficio fiscale sarà effettivamente utilizzabile solo dopo il via libera definitivo del GSE successivo alla comunicazione di completamento.
Eventuali ritardi nella consegna della documentazione o nell’interconnessione dei beni potrebbero quindi far slittare l’utilizzo dell’incentivo all’esercizio fiscale successivo.
Il decreto conferma che saranno agevolabili gli investimenti completati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028, compresi quelli ordinati prima del 2026 ma consegnati successivamente.
Per determinare il momento di completamento dell’investimento valgono le ordinarie regole fiscali:
- per i beni strumentali rileva la data prevista dal TUIR;
- per il leasing conta il verbale di consegna;
- per gli impianti FER rileva la dichiarazione di fine lavori.
Resta esclusa dall’agevolazione la componente software in modalità cloud (SaaS), così come i sistemi di accumulo energetico non collegati a nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili.
Una scelta che rischia di limitare l’efficacia della misura rispetto agli attuali modelli di innovazione digitale adottati dalle imprese.
Tra gli aspetti chiariti nelle settimane precedenti e confermati dal nuovo impianto:
- non è obbligatorio inserire riferimenti normativi nei documenti di spesa;
- non è richiesta la polizza catastrofale;
- la misura è cumulabile con altre agevolazioni entro il limite del 100% dei costi sostenuti.
Confartigianato Imprese Arezzo continuerà a monitorare l’evoluzione del Piano Transizione 5.0 e supporterà le imprese associate nella valutazione degli investimenti e nella gestione degli adempimenti necessari per accedere alle agevolazioni.
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