Decreto 1° Maggio: tutte le novità, incentivi, salari e le altre misure
Agevolazioni assunzioni 2026, salario giusto e non solo: cosa cambia per le imprese con il nuovo D.L. 62/2026
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 62/2026, ribattezzato “Decreto 1° Maggio”, che introduce misure urgenti in materia di lavoro, incentivi all’occupazione e trasparenza retributiva. Il provvedimento interviene su tre direttrici principali: promuovere nuova occupazione, sostenere le imprese attraverso agevolazioni contributive e rafforzare le tutele dei lavoratori, valorizzando al contempo il ruolo della contrattazione collettiva comparativamente più rappresentativa, di cui Confartigianato è parte attiva e firmataria.
Tra le novità più rilevanti:
- Quattro misure di decontribuzione per le assunzioni:
- bonus donne 2026: esonero contributivo del 100% (fino a 650/800 euro) per assunzioni a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate; disciplina completamente riscritta rispetto al Milleproroghe, con condizioni stringenti su licenziamenti e incremento occupazionale
- bonus giovani 2026: esonero del 100% (fino a 500/650 euro) per under 35 mai occupati stabilmente; viene ripristinata la misura piena rispetto alla riduzione temporanea prevista dal Milleproroghe
- bonus ZES 2026: esonero del 100% (fino a 650 euro) per over 35 disoccupati da almeno 24 mesi in imprese fino a 10 dipendenti; misura rifinita e prorogata per tutto il 2026
- incentivo stabilizzazione giovani: esonero del 100% fino a 500 euro per trasformazioni a tempo indeterminato; rafforzata la logica di occupazione stabile
tutte le misure richiedono requisiti specifici.
• Conciliazione vita-lavoro:
sgravio contributivo fino all’1% (max 50.000 euro annui) per imprese con certificazione UNI/PdR 192:2026, con focus su welfare, flessibilità e gestione dei carichi familiari.
• Salario “giusto”:
non viene introdotto un salario minimo legale; il riferimento resta il trattamento economico complessivo dei CCNL più rappresentativi, che diventa parametro vincolante anche per accedere agli incentivi
• Maggiore trasparenza e controllo retributivo:
rafforzato il sistema di monitoraggio (CNEL, INPS, ISTAT ecc.) con raccolta dati retributivi, indicatori e analisi per contrastare dumping contrattuale e garantire equità
• Rinnovi contrattuali:
se il CCNL non viene rinnovato entro 12 mesi, scatta un adeguamento automatico pari al 30% dell’IPCA (con eccezioni settoriali)
• Obblighi informativi per le imprese:
introduzione dell’indicazione del codice CCNL (CNEL) nelle comunicazioni e nei sistemi informativi per migliorare controlli e trasparenza
• Contrasto al caporalato digitale:
rafforzati i controlli sulle piattaforme digitali con obblighi di tracciabilità, identità e trasparenza algoritmica.
• TFR e Fondo di tesoreria:
possibilità di conferire il TFR maturato nel primo semestre 2026 alla previdenza complementare entro luglio senza sanzioni.
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