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Settore orafo, al MIMIT via al Gruppo di lavoro tecnico

Confartigianato Orafi, CNA Orafi, e Confindustria Federorafi: "Priorità a tutela dell'occupazione e alla capacità produttiva delle imprese"


Si è svolta presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy la prima riunione del Gruppo di Lavoro Tecnico del Tavolo della Moda avente per oggetto le tematiche relative alla Crisi del comparto orafo italiano, con Confartigianato Orafi, CNA Orafi, e Confindustria Federorafi.

Obiettivo prioritario del confronto è stato quello di definire un intervento straordinario del Governo a tutela dei livelli occupazionali e della continuità produttiva delle imprese della filiera, messe a dura prova dall’eccezionale aumento e dalla volatilità delle quotazioni dei metalli preziosi, dalle tensioni geopolitiche internazionali e dalle crescenti difficoltà operative e finanziarie che ne derivano.

All’incontro hanno partecipato il Sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy Mara Bizzotto e, in rappresentanza unitaria delle principali associazioni di categoria, il Presidente di Confartigianato Orafi Luca Parrini, il Presidente di CNA Orafi Mauro Benvenuto e la Presidente di Confindustria Federorafi Maria Cristina Squarcialupi. Determinante il ruolo svolto dagli uffici di Gabinetto del Ministro Adolfo Urso che, sotto la guida e il coordinamento del vice capo di Gabinetto Elena Lorenzini, hanno promosso e sostenuto la convocazione del tavolo interistituzionale per individuare risposte concrete e immediate a sostegno del comparto. Alla riunione hanno preso parte anche i rappresentanti di ABI, Simest, Cassa Depositi e Prestiti (CDP), del Ministero del Lavoro e l’on. Tiziana Nisini, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati.

La necessità dell’iniziativa è confermata dai dati dell’Ufficio Studi di Confartigianato, che evidenziano gli effetti dell’impennata del prezzo dell’oro, dell’introduzione dei dazi e delle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente. Nei primi quattro mesi del 2026 la produzione del settore ha registrato una contrazione del 24,1%, nettamente superiore alla media europea (-10,3%), collocando l’oreficeria italiana al secondo posto tra gli 87 comparti manifatturieri non energetici per peggior andamento.

Le ripercussioni di questa situazione stanno investendo in modo directo l’occupazione. Nei principali distretti orafi di Arezzo, Vicenza e Valenza Po, che rappresentano oltre il 60% degli addetti dell’intero settore nazionale, numerose imprese stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali per fronteggiare il rallentamento produttivo. Secondo i dati forniti da EBNA, le somme erogate per la cassa integrazione nelle imprese artigiane della Toscana nel settore orafo hanno fatto registrare nel primo trimestre del 2026 un aumento del 211% rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche le imprese orafe artigiane del Veneto hanno fatto ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. L’aumento delle somme erogate in questo caso è stato del +69%. Per questo motivo Confartigianato Orafi, CNA Orafi e Confindustria Federorafi hanno chiesto al Ministero del Lavoro l’attivazione di strumenti straordinari di sostegno all’occupazione e misure temporanee a tutela dei lavoratori, con l’obiettivo di preservare il patrimonio di competenze specialistiche che costituisce uno degli asset strategici della filiera.

Nel corso dell’incontro è stato anche affrontato il tema dell’accesso al credito, considerato uno dei fattori più critici per la tenuta delle imprese. Le associazioni hanno chiesto ad ABI, CDP e Simest l’attivazione di misure dedicate per ridurre il costo del prestito d’uso del metallo prezioso, attraverso specifiche garanzie pubbliche e condizioni agevolate di finanziamento, così da assicurare la continuità produttiva delle aziende e scongiurare ulteriori rallentamenti dell’attività.

L’analisi del quadro economico ha riguardato anche l’andamento dei mercati esteri. Nel primo trimestre del 2026 l’export della gioielleria italiana ha registrato una flessione del 13,9%, con una contrazione del 28,6% nei mercati del Medio Oriente. Particolarmente significativi i dati del mese di marzo, primo mese del conflitto, con Emirati Arabi Uniti a -64,9% e Qatar a -70,3%. Un trend influenzato dall’aumento delle quotazioni dei metalli preziosi, che incidono in misura determinante sul valore monetario delle esportazioni del comparto, condizionandone le vendite all’estero. In quest’ottica, con Simest è stato condiviso l’obiettivo di definire un piano straordinario per il rafforzamento degli strumenti di promozione sui mercati internazionali e per sostenere la diversificazione delle destinazioni dell’export, accompagnato da strumenti agevolati per la gestione della volatilità dei prezzi delle materie prime.

Al termine dell’incontro il Sottosegretario Mara Bizzotto ha dichiarato: “L’avvio di questo gruppo di lavoro al Ministero è un passo concreto e operativo per dare al comparto orafo risposte all’altezza delle sfide che sta affrontando. Stiamo parlando di un settore strategico per l’economia nazionale, capace di generare valore, occupazione e prestigio per il nostro Paese in tutto il mondo. Da parte nostra ci sarà il massimo impegno, insieme alle associazioni di categoria, per difendere questa eccellenza del Made in Italy e il lavoro di migliaia di imprese, di artigiani e di lavoratori”.

Il Presidente di Confartigianato Orafi Luca Parrini, il Presidente di CNA Orafi Mauro Benvenuto e la Presidente di Confindustria Federorafi Maria Cristina Squarcialupi hanno espresso soddisfazione per l’avvio del tavolo per affrontare l’emergenza: “Oggi abbiamo dato una forte risposta di sistema. Siamo grati agli uffici di Gabinetto del Ministro Urso e, in particolare, al vice capo di Gabinetto Elena Lorenzini, il Sottosegretario Mara Bizzotto e l’on. Tiziana Nisini per aver compreso la straordinaria urgenza della situazione e per aver coordinato un tavolo che mette finalmente a confronto imprese, istituzioni e sistema del credito. La priorità assoluta è oggi la tutela dell’occupazione e della capacità produttiva delle nostre imprese. L’impegno condiviso deve tradursi rapidamente in misure straordinarie a sostegno del lavoro, dell’accesso al credito e della  competitività internazionale di una filiera che rappresenta una delle eccellenze più significative del Made in Italy”.



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