Credito alle imprese, l’allarme di Confartigianato
Peruzzi:"Fondamentale costruire collaborazioni efficaci tra aziende e istituti bancari in questa particolare congiuntura economica"
I dati sul credito nel 2026 verso le piccole e micro imprese non sono incoraggianti. È quanto emerge dal recente studio di Confartigianato, che evidenzia una diminuzione sia della quantità sia della qualità del credito destinato soprattutto alle imprese di minori dimensioni.
A pesare non sono soltanto i fattori congiunturali. Il rialzo dei tassi di interesse, insieme a una fase economica caratterizzata dalla stagnazione, ha ridotto la propensione agli investimenti delle imprese. Ma, secondo Confartigianato Arezzo, ci sono anche elementi strutturali che rischiano di rendere più difficile l’accesso al credito nel medio e lungo periodo.
Tra questi, l’attenzione è rivolta in particolare al processo di aggregazione del sistema bancario. “Le banche diventano sempre meno numerose e sempre più grandi” – ha sottolineato Stefano Peruzzi, responsabile dell’Area Credito e Finanza Agevolata in una recente intervista su Amaranto Channel. Una trasformazione che rischia di allontanare gli istituti dalle esigenze delle piccole imprese, mentre la progressiva chiusura degli sportelli sul territorio potrebbe creare ulteriori difficoltà sia per i cittadini sia per le attività economiche.
Di fronte a questo scenario, Confartigianato Arezzo sta lavorando per rafforzare il rapporto tra imprese e sistema bancario, con particolare attenzione agli istituti territoriali.
L’obiettivo è rendere le piccole imprese più in grado di dialogare con le banche, migliorando la trasparenza e la qualità delle informazioni economiche e finanziarie a disposizione degli istituti di credito. Un passaggio importante, considerando che le piccole aziende possono risultare più difficili da valutare rispetto alle grandi imprese, che dispongono generalmente di bilanci pubblici e di una maggiore quantità di informazioni finanziarie.
“Quello che cerchiamo di fare è avvicinare il mondo delle banche e quello delle imprese – ribadisce Peruzzi – un dialogo più diretto dovrebbe consentire di ridurre i costi e i tempi delle valutazioni, rendendo l’accesso al credito più efficace e soprattutto più rapido”.
Per le piccole imprese, dunque, la sfida non riguarda soltanto la disponibilità di finanziamenti, ma anche la possibilità di costruire un rapporto stabile e trasparente con il sistema bancario, in un contesto in cui la trasformazione del settore rischia di rendere sempre più difficile il contatto diretto con il territorio.


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