8 marzo, Confartigianato: “Donne trainano la crescita”
Dal 2021+598mila occupate: 1,3 milioni le imprenditrici, con 218mila artigiane
In occasione della Giornata Internazionale della Donna, Confartigianato traccia un bilancio del mercato del lavoro e dell’imprenditoria femminile, evidenziando come le donne rappresentino il vero motore della resilienza occupazionale italiana in un quadriennio segnato da forti turbolenze geopolitiche ed economiche. Tra il 2021 e il 2025, l’occupazione complessiva in Italia è cresciuta di 1 milione 281 mila unità (+5,6%), ma è la componente femminile a mostrare la maggiore vivacità con un incremento del 6,2%, pari a 598mila lavoratrici in più. Anche i dati più recenti confermano questa tendenza: a dicembre 2025, a fronte di una lieve flessione maschile, si registra un aumento annuo di 97mila occupate (+1,0%).
Il tasso di occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto il 57,4% nel 2024, segnando un progresso di 4,2 punti percentuali rispetto al 2021. Tuttavia, il confronto internazionale e interno restituisce un quadro ancora complesso. Nonostante i miglioramenti, l’Italia occupa l’ultimo posto nell’Unione Europea per quota di popolazione femminile occupata e sconta un gap di genere di ben 19,4 punti percentuali rispetto agli uomini. A livello territoriale, la crescita è diffusa: nel 2024, ben 18 regioni su 20 hanno toccato il loro massimo storico per occupazione rosa. Il Centro-Nord guida la classifica con punte del 73,5% in Valle d’Aosta e del 72,4% in Trentino-Alto Adige, mentre il Mezzogiorno continua a soffrire, con la Campania ferma al 35,0% e la Calabria al 35,8%. Anche i divari di genere riflettono questa spaccatura: se in Valle d’Aosta lo scarto tra uomini e donne è contenuto all’8,2%, in Puglia schizza a 29,8 punti.
L’analisi provinciale premia Prato e Bolzano come aree più virtuose, entrambe con un tasso del 74,0%, seguite da Valle d’Aosta (73,5%) e Firenze (73,1%). Tra i recuperi più significativi nel ranking tra il 2021 e il 2024 spiccano Ascoli Piceno, che guadagna ben 53 posizioni, e Padova con un balzo di 44 gradini. Sul fronte opposto, la maglia nera spetta a Taranto con un tasso del 24,6% e un calo di 6,8 punti percentuali nel periodo considerato.
Un pilastro fondamentale di questa dinamica è rappresentato dalle imprese femminili, che alla fine del 2025 sono 1.302.974, pari al 22,3% del tessuto imprenditoriale totale. All’interno di questo universo, l’artigianato gioca un ruolo di primo piano con 218.262 imprese guidate da donne, che incidono per il 17,7% sul totale del comparto artigiano. L’incidenza più alta si registra in Abruzzo (22,7%), Molise (20,8%) e Marche (20,5%). A livello provinciale, l’artigianato femminile tocca punte d’eccellenza a Prato, dove oltre un quarto delle imprese del settore (26%) è in rosa, seguita da Chieti (23,6%) e Pescara (23,2%).
Sui risultati emersi dal rapporto interviene Maria Grazia Bonsignore, Presidente di Donne Impresa Confartigianato, la quale sottolinea il ruolo svolto dall’imprenditoria femminile nel contributo allo sviluppo. Secondo la Presidente, le imprenditrici sono oggi le vere protagoniste di una trasformazione che abbatte i divari di genere e gli stereotipi, offrendo alle nuove generazioni modelli concreti di realizzazione professionale. Ma, nonostante i traguardi raggiunti, Bonsignore evidenzia come permangano ostacoli strutturali che richiedono interventi decisi. La richiesta rivolta alle istituzioni riguarda l’attuazione di diritti concreti: politiche europee e nazionali che valorizzino il merito e un sistema di welfare capace di supportare le donne nella complessità dei loro ruoli sociali e familiari. È necessario, secondo la Presidente di Donne Impresa Confartigianato, che la politica investa nel sostegno alle imprenditrici, affrontando con urgenza i nodi critici comuni a tutto il mondo produttivo, come la pressione fiscale, la burocrazia e l’accesso al credito, affinché il talento delle donne diventi un pilastro strutturale della strategia economica nazionale.


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