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Caos smaltimento rifiuti verdi “Obbligo centri specifici? Nelle vallate scarseggiano o peggio ancora non ci sono”

L'allarme del Presidente di Confartigianato Imprese del Verde Saimo Iebba "Non possiamo contare solo sull'aiuto di AISA"


“Ci impongono di smaltire i rifiuti della manutenzione del verde in centri di smaltimento specifici, ma questi scarseggiano o addirittura non ci sono”. La denuncia di Saimo Iebba, presidente delle imprese del verde di Confartigianato Imprese Arezzo è rivolta a tutte quelle istituzioni che fino ad oggi non hanno trovato soluzione ad un problema che giorno dopo giorno sta diventando sempre più difficile da affrontare per le numerose imprese del territorio.

Il mio vuole essere un appello a tutti coloro che possono aiutarci a trovare una soluzione”, sottolinea Iebba. “Come imprese del settore siamo giornalmente impegnati nella manutenzione del verde e lo scarto della nostra lavorazione ha una destinazione definita per legge. Per quanto riguarda il territorio del comune di Arezzo, fortunatamente – specifica – il problema non esiste grazie alla concertazione in atto con Aisa Impianti Zero Spreco, ma per tutto il vasto comprensorio provinciale la situazione è davvero preoccupante”, aggiunge Iebba. “I nostri associati sono stati, in questi ultimi mesi, bersagliati da controlli e in alcuni casi sanzioni per aver avuto la colpa di smaltire gli scarti nelle loro proprietà e per fare questo sarebbe necessario dotarsi di autorizzazione alla gestione di rifiuti difficili da acquisire oltre che da gestire. Questo è vietato dalla legge, ovvero il Testo Unico in Materia Ambientale – d. Lgs 152/06 e s.m.i., ma ci chiediamo quale sia la soluzione per coloro che operano a molti chilometri di distanza da Arezzo. Mi preme inoltre dire che abbiamo, come sempre, trovato supporto operativo in Confartigianato Imprese Arezzo, che ha creato un servizio ad hoc finalizzato all’elaborazione della documentazione necessaria alle imprese del verde associate, finalizzata all’iscrizione all’albo dei gestori ambientali” puntualizza Iebba.

Si parla molto in questi anni di economia circolare, di pratiche in rispetto dell’ambiente, ma non si fa nulla perché questo accada. Le nostre imprese in virtù di una regolamentazione poco chiara sono costrette a percorrere decine di chilometri solo per smaltire un rifiuto verde, producendo da una parte un importante impatto ambientale e dall’altro costi insostenibili per l’azienda”, sottolinea il neo presidente.

Il paradosso sta nel fatto che nelle isole verdi del territorio possono conferire il rifiuto solamente i privati mentre per noi che eseguiamo professionalmente questa attività vengono fornite poche o nessuna soluzione. Quello che chiediamo è un tavolo di confronto con le istituzioni del territorio per trovare una soluzione in linea con le nostre esigenze e con la sostenibilità ambientale” conclude Iebba.



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