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Confartigianato al vertice sicurezza in Valdarno

Riunione a San Giovanni tra Forze dell'Ordine, conferenza dei sindaci e associazioni di categoria. Rafforzati controlli e pattugliamenti


Si è riunito questa mattina a San Giovanni Valdarno il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato alla presenza del prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo, del questore Cristiano Tatarelli, dei rappresentanti delle forze dell’ordine, dei sindaci del territorio e delle associazioni di categoria. Al centro dell’incontro, il tema della sicurezza, questione particolarmente sentita e di costante attualità per il Valdarno. Centrali le richieste dei rappresentanti delle associazioni di categoria, che hanno ribadito l’importanza di fare fronte comune affinchè il Valdarno raggiunga maggiori conquiste, anzichè perdite. Per Confartigianato ha partecipato Giacomo Magi, Responsabile di Area Valdarno.

“Si tratta del quarto incontro che dedichiamo al Valdarno – ha spiegato il prefetto Di Nuzzo – due dei quali si sono svolti proprio qui a San Giovanni, sede della conferenza zonale. Stiamo lavorando per sintonizzarci sempre più sulle aspirazioni e sulle esigenze dei sindaci e dei rappresentanti del mondo dell’economia e del commercio“. Dal confronto è emerso, secondo il prefetto, un riscontro positivo sull’attività fin qui svolta. “Oggi abbiamo potuto verificare che c’è un riconoscimento positivo del nostro lavoro – ha aggiunto – e questo ci spinge a fare ancora meglio, operando con sempre maggiore impegno per assicurare un adeguato livello di controllo del territorio”.

Tra le azioni messe in campo figura l’incremento della presenza delle pattuglie, anche attraverso servizi ad alto impatto con cadenza settimanale. Un’attenzione particolare viene inoltre riservata al controllo degli esercizi commerciali e dei locali di pubblico spettacolo, nell’ottica di un presidio capillare e costante. Il prefetto ha annunciato anche nuove immissioni di personale a livello nazionale, dalle quali il territorio potrà beneficiare nel secondo semestre dell’anno. «Comunque – ha precisato – lavoriamo giorno per giorno con le risorse a disposizione per rendere sempre più razionale e ottimizzato l’impiego del personale sul territorio, così da ottenere effetti moltiplicativi».

A tracciare un bilancio dell’attività degli ultimi mesi è stato il questore di Arezzo Cristiano Tatarelli. Il questore ha sottolineato come sia stato riconosciuto e apprezzato da tutti l’incremento dei servizi di pattugliamento attuato sull’intero territorio provinciale e, in modo particolare, nel Valdarno. «Abbiamo intensificato i servizi straordinari di controllo del territorio e quelli ad alto impatto», ha spiegato, evidenziando come tali attività abbiano consentito di identificare, nell’ultimo periodo, centinaia di persone. L’azione di prevenzione ha portato inoltre all’adozione di numerosi provvedimenti amministrativi, tra cui fogli di via obbligatori, avvisi orali e altre misure finalizzate a contrastare i fenomeni di illegalità e a rafforzare la sicurezza, sia reale sia percepita.

Sul fronte dei dati, Tatarelli ha evidenziato un calo significativo dei reati registrati. “Parallelamente si rileva un aumento delle persone denunciate e arrestate, elemento che – secondo il questore – testimonia un’attività di contrasto incisiva ed efficace. Un quadro che ha contribuito a rassicurare i sindaci e le associazioni di categoria presenti al tavolo. Le modalità operative, ha ribadito il questore, resteranno invariate: pattugliamento continuo del territorio e alternanza tra servizi ordinari e straordinari, con un monitoraggio costante dell’andamento dei fenomeni criminosi”.

Per quanto riguarda l’analisi statistica, il confronto viene effettuato su base pluriennale, utilizzando criteri omogenei. Anche considerando una possibile quota di reati non denunciati – stimata tra il 10 e il 20 per cento e ritenuta costante negli anni 2022, 2023 e 2024 – il raffronto conferma comunque la tendenza positiva: diminuiscono i reati denunciati, mentre aumenta il numero delle persone individuate, denunciate e arrestate.

Soddisfazione è stata espressa dalla presidente della Conferenza dei sindaci del Valdarno, Valentina Vadi. “Siamo sicuramente soddisfatti – ha dichiarato – perché abbiamo ricevuto risposte importanti, ma soprattutto perché da diversi mesi stiamo mettendo a punto un metodo di lavoro che sta producendo buoni risultati”. Un percorso condiviso che vede riuniti attorno allo stesso tavolo la Conferenza dei sindaci, il Comitato delle categorie economiche, la Prefettura, la Questura e le forze dell’ordine, con un confronto costante sui temi della sicurezza. Tra gli elementi evidenziati dalla presidente, le rassicurazioni circa una possibile integrazione del personale già dalla prossima estate, sia presso il Commissariato di Montevarchi sia nelle caserme dei Carabinieri del territorio. Positivo anche il riscontro sulla prosecuzione e sul rafforzamento dei servizi ad alto impatto, con un’attenzione particolare alle situazioni borderline legate allo spaccio e ai fenomeni di microcriminalità.

“Come amministratori – ha aggiunto – avevamo chiesto con forza che Prefettura e Questura dessero risposte concrete, e queste risposte stanno iniziando ad arrivare”. Secondo Vadi, oltre al calo dei reati, in particolare quelli predatori e legati alla microcriminalità, si registra anche un miglioramento nella percezione della sicurezza da parte dei cittadini.

A chiudere gli interventi è stata la portavoce del Comitato delle categorie economiche del Valdarno, Federica Vannelli, che ha ribadito il ruolo centrale del mondo produttivo nel percorso avviato. “Tutte le categorie economiche si muovono insieme – ha sottolineato – Confcommercio, Confindustria, Confartigianato, CNA, Confapi e Confesercenti. Abbiamo scelto di fare fronte comune perché abbiamo riportato al centro il nostro territorio». Secondo Vannelli si tratta di una vera e propria inversione di tendenza, frutto di un lavoro sinergico con i vertici delle forze dell’ordine, con il prefetto e con i sindaci dell’intera vallata. «È solo l’inizio – ha affermato – ma non molliamo. Non vogliamo più assistere a una perdita di competenze e servizi per il Valdarno”.

Nel suo intervento ha ricordato le criticità vissute negli anni passati, dalla chiusura del Tribunale alla soppressione dell’ufficio del Giudice di Pace, fino all’indebolimento di alcuni servizi sanitari. “Non vogliamo più sentire che il Valdarno perde, ma che il Valdarno riconquista”.



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