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Stop al greenwashing: il Decreto diventa attuativo

Le nuove regole inerenti dichiarazioni, marchi, loghi, nomi di aziende o di prodotti impongono rigore e prove nella comunicazione


In questi mesi abbiamo predisposto vari momenti divulgativi e formativi, per supportare le imprese nel passaggio con cui ogni comunicazione aziendale, di prodotto e di servizio, in forma scritta o orale, si troverà a confrontarsi a brevissimo. Il Decreto Legislativo n. 30/2026, che recepisce la Direttiva Europea “Empowering consumers for the green transition”, entra in vigore: dichiarazioni, marchi, loghi, nomi di aziende o di prodotti che non rispettano le nuove regole istituite dal provvedimento possono incorrere in pesanti sanzioni.

Le persone che si occupano della comunicazione aziendale sono pronte? Se vuoi formazione o desideri supporto per verificare se i messaggi promozionali sono compliant rispetto alle nuove regole, contattaci per ricevere assistenza dedicata.

Le principali novità della normativa

Il D.Lgs. 30/2026 introduce modifiche sostanziali al Codice del Consumo, applicandosi a tutti i prodotti e servizi destinati ai consumatori finali. L’obiettivo è garantire la massima trasparenza delle informazioni ambientali e contrastare in modo severo il fenomeno del greenwashing (l’uso di messaggi AMBIENTALI E SOCIALI fuorvianti o privi di adeguata dimostrazione).

Abbiamo risposto a tante domande che ci sono state poste, e che il Decreto tocca. Ecco alcuni esempi:

  • la mia azienda/ il mio prodotto ha un nome che contiene la parola green/sostenibile etc, cosa devo fare?
  • Posso usare la parola ‘riciclato’ come prima?
  • Posso continuare a usare il marchio che abbiamo progettato per contrassegnare la linea di prodotti che sono più sostenibili?
  • Cosa significa nel concreto avere “prove a supporto” della dichiarazione di sostenibilità ambientale?
  • Posso continuare con le dichiarazioni in ambito sociale? Attenzione alla comunità, attenzione ai dipendenti etc?
  • Le immagini che ho sul sito web vanno ancora bene?
  • Ho sponsorizzato la squadra di calcio del mio paese, lo posso dire?
  • Se non dico nulla va bene?

Occorre prestare attenzione ai seguenti aspetti:

 – diciture generiche: non sarà più consentito utilizzare termini come “green”, “eco-friendly” o “sostenibile” se non supportati da evidenze oggettive e certificate da enti terzi.

 – Limitazioni sui prodotti “a impatto zero”: non si potrà presentare un prodotto come privo di impatto ambientale se la dichiarazione si basa esclusivamente su interventi di compensazione delle emissioni (es. crediti di carbonio).

 – Precisione nella comunicazione: un pregio o un miglioramento ecologico relativo unicamente al packaging o a una singola componente non potrà essere esteso all’intero prodotto.

 – Trasparenza e comparazione: regole più severe per le comparazioni tra prodotti basate su criteri ambientali o sociali e nuovi obblighi su durabilità, riparabilità e disponibilità dei pezzi di ricambio.

I rischi e le sanzioni per le imprese

Il mancato rispetto dei requisiti stabiliti può tradursi in una pratica commerciale scorretta. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) potrà sanzionare le infrazioni con multe fino a 10 milioni di euro o, nei casi previsti, fino al 4% del fatturato aziendale.

Prima di pubblicare etichette, cataloghi, campagne social, contenuti web o materiale promozionale con riferimenti alla sostenibilità dia ambientale che sociale, è indispensabile procedere a una verifica preventiva di tutti i messaggi. Così anche per i contratti e le schede prodotto.

I nostri uffici sono a disposizione per affiancarti e nell’organizzazione di corsi di formazione su misura. Contattaci!



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