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Luca Parrini intervistato da Radio 24

Il presidente di Confartigianato Orafi: "Sul settore pesa la crisi internazionale. Servono misure per tutelare imprese e occupazione"


Il comparto orafo italiano continua a essere un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, ma sta affrontando una fase particolarmente complessa. A incidere non sono fattori interni al settore, bensì uno scenario internazionale segnato da conflitti, instabilità geopolitica, aumento del prezzo dell’oro e crescita dei costi energetici. È questo il quadro delineato da Luca Parrini, presidente di Confartigianato Orafi, intervenuto il 19 luglio ai microfoni di Radio 24, nel corso del programma “Si può fare”, come riportato anche nel nostro sito nazionale.

«La principale criticità è che non si tratta di una crisi del comparto orafo», ha spiegato Parrini. «Le tensioni geopolitiche, l’aumento della materia prima e i conflitti internazionali, compreso quello in Medio Oriente che ha rallentato un mercato strategico per le nostre imprese, stanno creando una vera e propria tempesta perfetta».
Nonostante il contesto difficile, il presidente di Confartigianato Orafi guarda con fiducia al futuro. «Siamo convinti che, quando la situazione internazionale tornerà a stabilizzarsi, ci sarà una ripartenza. Il nostro compito oggi è farci trovare pronti»

Parrini ha ricordato il ruolo centrale dell’Italia nel panorama mondiale dell’oreficeria. «Il nostro Paese è il primo produttore europeo e il secondo a livello mondiale. Sono risultati che confermano la qualità, la creatività e la capacità produttiva delle nostre imprese». Un patrimonio costruito nel tempo grazie alla combinazione tra innovazione tecnologica e alta specializzazione artigiana.

Nel corso dell’intervista è stato affrontato anche il tema della concorrenza delle grandi catene commerciali. Per Parrini, tuttavia, il valore della bottega artigiana resta un elemento distintivo. «Chi entra in una bottega orafa cerca un gioiello unico, un prodotto realizzato con competenza e personalizzazione. È questa la forza dell’artigianato italiano». Anche sul fronte delle vendite online, il presidente Parrini osserva come il rapporto diretto con il cliente continui a essere decisivo, soprattutto per gli acquisti di maggiore valore, dove l’esperienza, la consulenza e la possibilità di vedere e indossare il gioiello mantengono un ruolo centrale.

Tra le principali difficoltà affrontate dalle imprese figurano il forte incremento del prezzo dell’oro e l’aumento dei costi energetici.
«Molte lavorazioni richiedono importanti fonti di calore e questo incide significativamente sui costi di produzione», ha spiegato Parrini. «Allo stesso tempo non possiamo trasferire integralmente questi aumenti sui clienti, perché il mercato attraversa una fase di forte rallentamento».
L’aumento del valore della materia prima genera inoltre effetti indiretti: crescono i costi assicurativi e aumentano gli oneri finanziari sostenuti dalle imprese che lavorano metalli preziosi in affidamento.

Per affrontare questa fase, Confartigianato Orafi è impegnata nel confronto con le istituzioni. Dopo l’incontro con il MIMIT dello scorso giugno, l’obiettivo principale rimane quello di preservare il patrimonio di professionalità presente nelle aziende. «I nostri collaboratori rappresentano il vero valore aggiunto delle imprese. La qualità delle mani degli artigiani, unita alle tecnologie più avanzate, è ciò che rende competitivo il Made in Italy anche rispetto ai grandi concorrenti internazionali».
Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione e al ricambio generazionale. Negli ultimi anni Confartigianato ha rafforzato il dialogo con il mondo della scuola per avvicinare i giovani alle professioni dell’oreficeria. «Abbiamo lavorato per far conoscere questo mestiere agli studenti e per mostrare le opportunità che il settore può offrire. Servono nuove generazioni che portino competenze, entusiasmo e innovazione».
Parrini ha ricordato come, accanto alle figure artigiane tradizionali, le imprese richiedano sempre più professionalità tecniche, digitali e manageriali.

L’intervento di Parrini a Radio24 si è concluso con una riflessione sul rapporto tra tecnologia e saper fare artigiano. L’intelligenza artificiale, la progettazione digitale e la prototipazione sono già strumenti utilizzati da molte imprese del comparto, ma non sostituiscono il valore della manualità. «L’innovazione è fondamentale, ma la differenza continua a farla la capacità delle persone. Educare nuove mani e trasmettere il sapere artigiano italiano sarà decisivo per il futuro dell’oreficeria».

Clicca QUI per riascoltare l’intervista di Luca Parrini



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