Legge quadro dell’artigianato, Confartiganato Arezzo all’Assemblea nazionale: «Una riforma storica attesa da 40 anni che dà futuro alle nostre imprese
Un traguardo storico per il mondo produttivo italiano e aretino. Con una nutrita delegazione di imprenditori guidata dal presidente provinciale Maurizio Baldi, Confartigianato Imprese Arezzo ha preso parte ieri all’Assemblea nazionale della Confederazione, celebrata a Roma nel giorno dell’ottantesimo anniversario dalla fondazione.
Un appuntamento cruciale che ha coinciso con l’annuncio più atteso: il via libera del Governo alla riforma della legge quadro dell’artigianato, ferma al 1985 e non più adeguata a un tessuto economico profondamente trasformato.
A raccogliere e rilanciare l’entusiasmo della platea è stato il messaggio inviato dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – accolto con grande favore dal sistema Confartigianato – che ha confermato l’approvazione del provvedimento e l’introduzione di importanti novità, tra cui la tutela della qualifica artigiana anche in caso di crescita dimensionale e occupazionale.
“Siamo orgogliosi di aver partecipato a questa giornata storica con una delegazione coesa e rappresentativa della vivacità del nostro territorio”, dichiara Maurizio Baldi, Presidente di Confartigianato Imprese Arezzo. “Il messaggio della Premier e la riforma annunciata rispondono finalmente alle battaglie che portiamo avanti da anni. Per troppo tempo il vestito normativo del 1985 è stato un abito troppo stretto per i nostri artigiani, che oggi investono in tecnologie, assumono e competono sui mercati internazionali. Poter crescere, innovare e strutturarsi senza il timore di perdere la propria identità e la qualifica artigiana è la svolta che aspettavamo per dare continuità e slancio al made in Italy e alle nostre Pmi”.
Durante i lavori assembleari – aperti dalla relazione del Presidente nazionale Marco Granelli – sono stati affrontati anche i nodi cruciali legati alle difficoltà quotidiane delle imprese: dal caro energia (con bollette che penalizzano ancora pesantemente le aziende italiane rispetto alla media europea) alla stretta sul credito e al peso della pressione fiscale.
“La riforma della legge quadro è un pilastro fondamentale», conclude Baldi, «ma il nostro impegno continua per dare risposte concrete sui costi di produzione e sulla competitività, affinché le eccellenze del nostro territorio possano continuare a essere il motore economico e sociale della nostra comunità”.
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