Caldaie, ipotesi stop ai controlli. L’appello di Confartigianato Impianti
Il presidente della Federazione, Bolgi: “Sicurezza e qualità dell’aria passano da verifiche efficaci. Necessario un confronto con le organizzazioni di categoria”
A seguito delle notizie circolate nelle scorse settimane, secondo cui esisterebbe una bozza molto avanzata del nuovo decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica che sarebbe destinata a riscrivere le regole sulle verifiche degli impianti termici, Confartigianato Impianti Arezzo, si unisce alle richieste condivise con le principali associazioni artigiane nazionali e conferma la propria ferma posizione sulla necessità di mantenere controlli e verifiche sugli impianti termici, in particolare sulle caldaie domestiche e sui piccoli generatori di calore.
Secondo le ipotesi relative al nuovo decreto, le ispezioni in presenza – che sono svolte dal personale dell’Ente preposto e sono mirate a verificare la corretta manutenzione degli impianti – verrebbero eliminate per tutte le caldaie con potenza inferiore ai 70 kilowatt, vale a dire per la quasi totalità degli impianti domestici a gas installati in Italia.
Resterebbero attivi esclusivamente i controlli di tipo documentale, effettuabili anche da remoto dagli enti delegati. Si tratterebbe di un cambiamento di grande portata, considerando che nel nostro Paese sono ancora in funzione circa 20 milioni di caldaie di questa tipologia, delle quali almeno 7 milioni hanno oltre 15 anni di vita. Secondo Confartigianato, la corretta manutenzione e ispezione di questi impianti non è un semplice adempimento burocratico, ma una componente essenziale per garantire la sicurezza degli utenti, l’efficienza energetica e la qualità dell’aria che respiriamo.
Una manutenzione irregolare o una riduzione dei controlli delle caldaie può aumentare il rischio di incidenti domestici, intossicazioni da monossido di carbonio e malfunzionamenti, oltre a compromettere gli obiettivi di tutela ambientale.
Secondo Confartigianato Impianti, il sistema di controlli non deve essere ridimensionato in favore di procedure meramente documentali prive di verifiche reali sul campo, rischiando di abbassare gli standard di sicurezza per cittadini e tecnici. Confartigianato precisa che i controlli in questione non si riferiscono all’attività di manutenzione svolta dai tecnici, ma da verifiche curate dal personale preposto dell’Ente di controllo.
“Chiediamo con determinazione che i controlli sugli impianti termici non vengano percepiti come un vezzo burocratico – spiega Simone Bolgi, Presidente Confartigianato Arezzo Impianti – ma come un elemento imprescindibile per la tutela delle persone e dell’ambiente. Inoltre è fondamentale che ogni eventuale revisione normativa preveda la consultazione preventiva delle organizzazioni di categoria. Gli artigiani del settore sono impegnati quotidianamente nella manutenzione e nella verifica reale degli impianti: è un’attività che salva vite, evita incidenti e migliora la qualità dell’aria nelle nostre comunità. Semplificare non può significare abolire ciò che è essenziale per la sicurezza domestica e per l’efficienza energetica”.
Confartigianato in sintesi ribadisce l’importanza di una normativa che mantenga controlli effettivi e verificabili, coinvolgendo tecnici qualificati e valorizzando il ruolo dei responsabili tecnici, senza sacrificare la sicurezza per una presunta semplificazione amministrativa.
Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi al Coordinatore della Federazione Impianti Simone Verdelli Tel. 0575 314282 – simone.verdelli@artigianiarezzo.it


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