Giovani Imprenditori: Confartigianato Arezzo alla Convention Nazionale
Presentato il Report “Dove il futuro mette radici”: analisi, numeri e sfide del lavoro giovanile. Presente la delegazione degli imprenditori aretini
In un panorama economico e sociale segnato da profonde trasformazioni tecnologiche, sfide demografiche e continue instabilità sui mercati energetici, il lavoro e l’intraprendenza dei giovani tornano al centro del dibattito nazionale. A tracciare la rotta e a ribadire il ruolo strategico dell’artigianato è stata la Convention Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confartigianato, intitolata “Generazione artigiana. Valori, visione, futuro” svoltasi questa mattina a Roma
All’appuntamento ha partecipato con grande entusiasmo la delegazione di Confartigianato Imprese Arezzo, guidata dalla Presidente Provinciale dei Giovani Imprenditori, Laura Paffetti, e da Jacopo Bucciantini, giovane imprenditore aretino e voce protagonista del podcast nazionale targato Confartigianato. Testimonianza della vitalità e della determinazione delle micro e piccole imprese del nostro territorio nel voler recitare un ruolo da protagoniste nelle sfide del futuro.
Durante i lavori della Convention è stato presentato il Report dell’Ufficio Studi e dell’Osservatorio Confartigianato dal titolo “Dove il futuro mette radici. Giovani, imprese e territori che generano valore”. Uno studio approfondito che ha messo in luce luci e ombre del contesto attuale:
- Incertezza globale ed extracosti energetici: Le imprese si trovano ad affrontare gli strascichi delle crisi internazionali che continuano a pesare sui bilanci aziendali. Particolarmente gravoso l’impatto dell’energia, con le micro e piccole imprese italiane che pagano l’elettricità 3,7 miliardi di euro in più rispetto alla media europea, zavorrate da un prelievo fiscale sulle bollette superiore del +47,4%.
- La morsa della glaciazione demografica: Le proiezioni da qui al 2050 indicano per l’Italia una perdita di 6 milioni di persone tra i 20 e i 64 anni (-17,5%), con un calo drammatico (-18,8%) nella fascia giovanile tra i 20 e i 34 anni. Un trend che richiede politiche urgenti per il sostegno alla natalità e all’attrazione dei talenti.
- Il paradosso del lavoro giovanile e la dispersione delle competenze: Con un tasso di inattività giovanile (25-34 anni) al 24,7% – il peggiore dato nell’Unione Europea – e la continua perdita di giovani laureati che espatriano dall’Italia, il Paese perde risorse preziose.
- L’effetto propulsivo dell’Intelligenza Artificiale: La velocità del cambiamento è impressionante: se all’e-commerce sono serviti 11 anni per triplicare la sua penetrazione, all’Intelligenza Artificiale sono bastati appena 2 anni. Un ambito in cui le imprese a guida giovanile dimostrano una prontezza d’uso doppia rispetto a quelle tradizionali.
L’Italia al vertice dell’autoimpiego giovanile e dell’innovazione
Nonostante il contesto complesso, emergono dati di straordinario orgoglio per il nostro sistema produttivo. L’Italia si conferma al 1° posto in Unione Europea per numero di giovani imprenditori e lavoratori autonomi under 30 (358 mila, pari al 16,8% del totale UE) ed al 2° posto per la componente femminile giovanile. Inoltre, ben il 64,5% delle piccole imprese italiane innova, posizionando l’Italia sul podio europeo dell’innovazione diffusa.
Un contributo fondamentale arriva proprio dal settore artigiano: su oltre 473 mila imprese giovanili operanti in Italia a fine 2025, ben 120.598 sono imprese artigiane (il 25,5% del totale giovanile). L’artigianato si dimostra una scelta forte e strutturata, con una presenza schiacciante nei settori chiave del Manifatturiero (71,9%) e delle Costruzioni (64,4%).
La forza del territorio e dell’artigianato aretino
Un altro aspetto cruciale sottolineato dal Report riguarda il valore sociale e la capacità di coesione dell’artigianato, che rappresenta un vero e proprio presidio nei territori, specialmente nelle aree interne e nei piccoli comuni, mantenendo vivi i servizi essenziali e la trasmissione dei saperi.
Nelle micro e piccole imprese, inoltre, la quota di giovani dipendenti under 30 (20,2%) è nettamente superiore rispetto alle grandi aziende, dimostrando come le piccole realtà siano il luogo d’elezione per accogliere, formare e valorizzare le nuove generazioni.
«Essere presenti a Roma a questo importante appuntamento nazionale – sottolinea il Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Arezzo – significa portare la voce, le esigenze e le idee delle micro e piccole imprese del territorio aretino all’interno del dibattito di categoria. I dati confermano che i giovani non cercano solo un posto di lavoro, ma desiderano autonomia, flessibilità, realizzazione personale e progetti d’impresa sostenibili e innovativi. Come Confartigianato Imprese Arezzo siamo al fianco di chi vuole fare impresa, offrendo consulenza, formazione continua e strumenti per affrontare la transizione digitale ed ecologica».
Confartigianato Imprese Arezzo continua così il suo impegno quotidiano nel sostenere il ricambio generazionale, la trasmissione d’impresa e lo sviluppo del tessuto economico e sociale della nostra provincia, facendo concretamente da ponte tra il mondo delle imprese e la scuola. Un impegno avvalorato dal grande successo del percorso di apprendistato duale sperimentato in Casentino, un modello virtuoso che ha dimostrato sul campo come l’integrazione tra formazione e lavoro d’impresa sia la chiave vincente per offrire opportunità reali ai giovani e risposte concrete ai bisogni di competenze del territorio. Un progetto che consente agli studenti di studiare e lavorare contemporaneamente all’interno delle aziende di Confartigianato imprese Arezzo.
Info: Gigliola Fontani Coordinatrice provinciale Giovani Imprenditori – 0575314210 | gigliola.fontani@artigianiarezzo.it
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