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Crisi Fimer: scatta l’allarme rosso per l’intera filiera produttiva

Maurizio Baldi: è necessario uno sforzo comune di tutte le componenti coinvolte per cercare una soluzione efficace


Maurizio Baldi – Daniele Beligni

Un territorio, una filiera, un settore produttivo intero, quello elettronico, in gravissime difficoltà.

“La grave crisi che sta subendo la Fimer, importante azienda del settore dell’elettronica e dell’energia alternativa sta mettendo a dura prova la vita produttiva di tutta la filiera e non solo, in un territorio decisivo per l’economia aretina, soprattutto per quel che riguarda le piccole imprese, è il mondo degli artigiani”. Maurizio Baldi, presidente Confartigianato Valdarno, rilancia con forza l’allarme legato alle conseguenze che il momento difficile dell’importante asset produttivo sta provocando sul territorio della vallata e nei confronti delle numerose imprese coinvolte.

Qualche cifra: la Fimer impiega 450 dipendenti diretti e circa 20 interinali. Includendo l’indotto, stimato in oltre 300 unità, si arriva complessivamente a circa 800 persone, una forza lavoro molto significativa che nel corso degli anni ha contribuito allo sviluppo industriale e che costituisce una fonte di entrata fondamentale per tantissime imprese artigiane.

Più nel dettaglio delle problematiche pratiche entra Daniele Beligni, Vice Presidente di Confartigianato Valdarno secondo il quale “la situazione è davvero molto difficile in quanto Fimer ha dovuto affrontare la crescita dei costi nel periodo post-pandemico, di componenti, materie prime e un allungamento dei tempi di consegna delle forniture strategiche della componentistica elettronica, entrando in una crisi che di fatto sta portando conseguenze pesantissime sull’indotto delle piccole e medie imprese collegate a Fimer”.

“Proprio il difficile reperimento delle materie prime e quindi l’impossibilità di garantire la continuità lavorativa destano forte preoccupazione in Confartigianato Arezzo – torna a spiegare il presidente di vallata Baldi – e il settore produttivo artigiano collegato alla Fimer presenta forti segni di sofferenza complessiva. Il settore intero procede con evidenti rallentamenti, malgrado in assoluto il mercato di riferimento sia in espansione. A questo punto – conclude Baldi – appare davvero necessario uno sforzo importante di tutte le componenti coinvolte, politiche, istituzionali, associative, sindacali e produttive per cercare e trovare una soluzione che consenta alla Fimer e quindi a tutto il settore economico che fa riferimento a questa impresa, di uscire da questa grave crisi, in modo che il Valdarno possa continuare a contare su una delle sue eccellenze, quella della tecnologia , energia alternativa ma che muove molti altri settori necessari a questa attività e che, insieme a quella della moda, rappresenta il traino imprenditoriale del territorio”.



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