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Bandi imprese femminili. Confartigianato “Basta affidarsi al click day. Si premino competenze e progetti”

Il duro appello di Erminia Romagnoli, Presidente provinciale di Confartigianato Donne Impresa "la qualità dei progetti passa in cavalleria"


Dura critica da parte della Confartigianato aretina sul click day del 19 maggio e 7 giugno per le risorse messe a disposizione da parte del Ministero dello Sviluppo economico a sostegno delle imprese femminili. “Al di là del solito rammarico per il click day, che è sicuramente una modalità penalizzante, e lo è ancora di più in questo caso in quanto il Bando Imprese Femminili ha comportato una progettazione molto complessa, aggravata ulteriormente dalla richiesta di un grande numero di documenti ed è profondamente ingiusto che progetti meritevoli e validi vengano esclusi a causa di questa modalità di invio“, sottolinea Erminia Romagnoli Presidente provinciale Gruppo Donne “È una procedura che delude le aspettative delle imprenditrici e finisce per creare disparità nelle condizioni di accesso agli incentivi da parte dei potenziali richiedenti”

Riteniamo opportuno intervenire in modo strutturale per rendere gli incentivi permanenti, almeno per i prossimi 5 anni, anche con una percentuale di aiuto inferiore a quella attuale, e complementari con altre misure di supporto alle imprese femminili. Il sostegno alle imprese guidate da donne non può esaurirsi nello spazio di un click day e non va inteso come un’azione di inclusione sociale, di assistenza e di integrazione al reddito. Deve essere, invece, un pilastro della politica economica del Paese per rendere le donne realmente partecipi del processo di crescita competitiva dell’Italia”, ribadisce Erminia Romagnoli

“L’utilizzo dei fondi PNRR ha introdotto criticità e dubbi sull’ammissibilità di alcune tipologie di investimenti: dubbi che il soggetto gestore non è stato in grado di chiarire mettendo le aziende di fronte a scelte difficili nella stesura progettazione. Inoltre i criteri di ammissibilità e premialità erano estremamente soggettivi per cui sarà determinante il colloquio con Invitalia dell’l’imprenditore per poter capire quale potrà essere il risultato finale. È difficile comprendere come da una parte si pretenda un altissimo livello di dettaglio, in particolare su previsioni commerciali, molto difficili in questo momento, e dall’altra gli attori pubblici possano invece permettersi poca chiarezza nelle regole d’ingaggio.” Conclude la Presidente del Gruppo Donne



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