Ritiro pneumatici fuori uso. Confartigianato Autoriparazione chiede l’intervento del Ministro dell’Ambiente

10 Novembre 2020

Gli autoriparatori e i gommisti di Confartigianato denunciano gravi carenze e disservizi nel ritiro di pneumatici e pneumatici fuori uso da parte dei Consorzi abilitati. La situazione ha raggiunto livelli di guardia in tutta Italia, al punto che il Presidente nazionale di Confartigianato Autoriparazione Alessandro Angelone si è rivolto al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa con una lettera nella quale segnala il problema e sollecita un rapido intervento.

“L’attuale sistema di raccolta degli pneumatici – spiega il Coordinatore provinciale della categoria Giacomo Magi – presenta criticità e carenze che mettono in seria difficoltà i gommisti associati i quali molto spesso non si vedono garantito il servizio di ritiro PFU da parte dei Consorzi abilitati. Il rischio molto probabile è di incorrere ancora una volta nel blocco del ritiro dei PFU”. La situazione è tale che lo stesso presidente nazionale è dovuto intervenire nelle sedi opportune con una lettera indirizzata proprio al Ministro Costa

La giacenza di pneumatici fuori uso non ritirati provoca conseguenze estremamente penalizzanti per le aziende sia sotto il profilo operativo, sia economico poiché espone le imprese al rischio di pesanti sanzioni amministrative, creando gravi ricadute anche per l’ambiente e per la salute della collettività.

“Le inefficienze e anomalie dell’attuale meccanismo - prosegue Magi - come sono bel esplicitate dal nostro presidente nazionale, sono anche riconducibili a fenomeni di illegalità che spesso si annidano nel sistema di gestione degli pneumatici. Questo sistema, infatti, che è finanziato attraverso il contributo ambientale versato dagli acquirenti degli pneumatici dovrebbe garantire rintracciamento, raccolta e recupero di una quantità di PFU corrispondente agli pneumatici regolarmente immessi sul mercato. Esistono tuttavia pratiche scorrette come la vendita in nero di pneumatici, anche sul web, che generano evasione fiscale e del contributo ambientale o altre irregolarità nella gestione dei PFU, che pregiudicano il corretto funzionamento del sistema, con il rischio ricorrente di abbandoni, accumuli ingestibili di PFU presso gli operatori, e la copertura economica del sistema nazionale, non essendo possibile distinguere in fase di prelievo presso gli operatori i PFU regolari da quelli derivanti da pratiche illegali”.

Confartigianato Autoriparazione è da tempo intervenuta presso tutte le sedi istituzionali competenti per sollecitare interventi risolutivi che possano garantire un sistema di tracciabilità, trasparenza e legalità dell’intero flusso degli pneumatici fondato sulla regolarità degli operatori, volto a riequilibrare il meccanismo e assicurarne la sostenibilità economica, oltre che a soddisfare il target di raccolta previsto per legge che, altrimenti, diventa insufficiente a coprire il quantitativo di pneumatici immesso sul mercato.

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