Agenzie di viaggio. Annus horribilis ma senza perdere la speranza

17 Dicembre 2020

Le Agenzie di viaggio sono una delle categorie economiche più penalizzate dalla pandemia di coronavirus, ma nonostante la difficile situazione nella quale si sono trovati coloro che operano in questo settore c'e chi non vuole abbattersi e manda un messaggio di speranza per sé e per i colleghi.

La pensa così Patrizio Ceccherini, portavoce delle agenzie di viaggio di Confartigianato.

"È vero - conferma Ceccherini - che la situazione in cui ci siamo venuti a trovare è difficilissima, la più difficile che si possa immaginare e che abbiamo mai vissuto, fra chiusure dirette per lockdown o indirette perché comunque le persone non possono viaggiare, ma io voglio comunque essere speranzoso, visto che fiducioso sarebbe forse troppo ottimistico".

Quante sono le agenzie di viaggio ad Arezzo e provincia?

"Siamo 57 - risponde Ceccherini - e dopo l'inizio della pandemia abbiamo creato una rete che si chiama Avap - Agenzie di viaggio Arezzo e provincia - attraverso la quale ci scambiamo messaggi e informazioni. A livello nazionale poi si è creato, tra gli altri, anche il Maavi, movimento autonomo agenzie di viaggio italiane, ma io sono da sempre anche associato a Confartigianato Imprese Arezzo e devo dire che questo, per me, ha fatto la differenza. Confartigianato infatti ci è stata vicina con esperti molto qualificati e grazie a loro siamo riusciti ad interpretare le norme, molto complesse, dei vari decreti governativi e regionali, che hanno messo in difficoltà molti, compresi anche studi professionali, e siamo riusciti ad ottenere i rimborsi. Non tutti - sottolinea Ceccherini - ci sono riusciti, perché era davvero complicato capire come muoversi, ma quelli che si sono affidati, come me, a Confartigianato, hanno potuto individuare il percorso corretto e i rimborsi dovrebbero arrivare ormai a giorni. In un anno tragico come questo, nella quale la perdita di fatturato è stata quasi totale, questo può fare la differenza".

Ma Ceccherini guarda anche ai prossimi mesi, con la speranza che in fondo al tunnel ci sia uno spiraglio. 

"Dopo il lockdown della scorsa primavera - ricorda Ceccherini - le persone sono tornate a muoversi, la voglia di viaggiare c'era e io sono speranzoso che quando arriverà la primavera e poi l'estate la situazione migliorerà. Ad aiutarci saranno i farmaci che sono in arrivo, ma anche il tempo. E poi, stando attenti, sono convinto che si potrà riprendere a viaggiare".

Quello delle misure di sicurezza è un tasto sul quale Ceccherini ci tiene a soffermarsi "La mia agenzia lavora a 360 gradi, fa incoming, organizza viaggi, anche di gruppo, anche in pullman, e le nostre esperienze sono state tutte coronate da successo e soddisfazione. L'estate scorsa, fra l'altro, un nostro gruppo è stato anche in Sardegna, ma siamo stati attenti a rispettare tutte le regole e i nostri viaggiatori sono rientrati tutti sani, anche a fronte di controlli effettuati con i tamponi. E i nostri gruppi sono formati generalmente da persone senior".

In attesa di tempi migliori ci sono ancora mesi molto duri da superare.

"Chiediamo a Governo e Regione che ci aiutino a superarli, possibilmente con normative più chiare e con meno burocrazia. Ci vogliono risorse per i ristori e occorrono regole chiare e semplici, e che siano immediatamente attuabili, senza tante task force che costano l'ira di Dio. Certamente ci vuole la proroga della cassa integrazione, ma poi è necessario anche lavorare, appena possibile, per riaprire corridoi turistici, per esempio fra Italia e Usa. Sopratutto è indispensabile non essere ondivaghi, aperture e chiusure ondivaghe fanno male all'economia, non si può fare un minimo di programmazione, che invece é indispensabile. Se tutto questo ci sarà - conclude Ceccherini - e dovra' esserci, sono speranzoso che potremo archiviare questo annus horribilis e che il nostro settore potrà recuperare anche prima rispetto a certe previsioni".

 

 

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