Vannetti. Tempi biblici per l'erogazione dei finanziamenti con garanzia per le PMI

16 Giugno 2020

 

“Tempi allungati, incertezza sull’effettivo realizzarsi del finanziamento, il non sicuro via libera europeo al progetto italiano,  troppe modifiche in corso d’opera, per di più con il Fondo Centrale di garanzia dei prestiti in attesa di rifinanziamento. Con questo scenario, per l’accesso ai finanziamenti con garanzia dello Stato, quindi, la nostra preoccupazione è fortissima, anche perché le modifiche introdotte dal Parlamento in fase di conversione in legge del Dl Liquidità rischiano di frenare ulteriormente l’iter delle operazioni di accesso ai finanziamenti garantiti dal Fondo Centrale”. E’ Ferrer Vannetti, presidente di Confartigianato Arezzo, a lanciare questo allarme rappresentando anche la profonda preoccupazione che percepisce tra le piccole e medie imprese e gli artigiani aretini.

“Dal 17 marzo al 15 giugno 2020 sono pervenute al Fondo Centrale oltre 630.000 richieste di accesso alla garanzia, delle quali 567.144, ben il 90%, sono relative alla copertura del 100%. In totale sono state rilasciate dal Fondo garanzie per un totale di finanziamenti superiore ai 32,5 mld. Mentre il Fondo Centrale ha dimostrano una notevole rapidità nell’evasione delle richieste nonostante i volumi pervenuti, non tutti gli Istituti bancari, come ammesso dallo stesso Paolo Angelini Capo del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria della Banca d'Italia in sede di audizione presso la Commissione Parlamentare d'Inchiesta sul Sistema Bancario e Finanziario, hanno operato con la dovuta rapidità ed efficienza.

“Per di più, le notizie che ci arrivano da alcuni Istituti di credito poi – precisa Vannetti – sono di una momentanea sospensione delle richieste di garanzia, proprio per l’incertezza dovuta alla necessità di acquisire un nuovo via libera, non scontato, dall’Unione Europea affinché tali modifiche possano essere attuate. Oltre a questo, saranno necessari ulteriori tempi tecnici per modificare le procedure delle banche a seguito della variazione della modulistica per l’accesso al Fondo”.

“Questo quadro è preoccupante – continua Vannetti – perché - alle ovvie difficoltà sulle nuove procedure e alla dilatazione dei tempi di risposta alle imprese registrate in queste ultime settimane anche per l’alto numero di richieste - si aggiungono le difficoltà causate da modifiche in corso d’opera, che rischiano di creare più svantaggi che vantaggi per i nostri artigiani”.

Certo, l’aumento da 25.000 a 30.000 e l’allungamento della durata da 6 a 10 anni dei finanziamenti garantiti al 100 %, rappresentano un fatto positivo, “ma porteranno - approfondisce Vannetti – ad un rallentamento dell’operatività e ad un nuovo congestionamento causato dalla necessità di rivedere una larga parte dei finanziamenti fin qui approvati ed erogati per chi chiederà un adeguamento ai nuovi importi e alla nuova durata. Ancora questo timore non sembra confermato dai dati forniti dal Fondo Centrale ad una settimana dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 40, ma credo che questo sia da attribuire all’importante di stock delle richieste in giacenza presso gli Istituti di Credito.”

“A questo quadro complesso – conclude Il Presidente Vannetti – si aggiunge un altro fatto davvero molto grave. Da calcoli di Confartigianato emerge che la dotazione finanziaria del Fondo Centrale è ormai agli sgoccioli: se il Governo non provvederà rapidamente ad un rifinanziamento, si rischia entro poche settimane un blocco delle operazioni garantite e non ci sarà più spazio, quindi, per i progetti di rilancio più consistenti, con conseguenze a dir poco gravissime per il comparto produttivo e per l’occupazione”.

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