Trasporto su strada, tasse alle stelle su un settore strategico per l'economia

20 Novembre 2019

Sospeso il fermo dell'autotrasporto grazie all'impegno preso al tavolo di trattativa dal  Ministro dei Trasporti, resta alta l'attenzione su un settore di importanza strategica per l'economia italiana.Infatti in Italia, secondo paese manifatturiero europeo, il trasporto merci avviene, molto più che negli altri Paesi UE, proprio su strada. Secondo i dati Eurostat nel nostro Paese la quota di traffico merci trasportato su strada è dell’86,4%, superiore di dieci punti al 76,4% della media Ue.

Relativamente poi al trasporto internazionale l’esame dei dati di Banca d’Italia evidenzia che il 44% del valore del commercio estero dell’Italia (il 47,3% per export e il 44,2% per import) è trasportato su strada, a fronte del 30,1% via nave, del 14,9% via ferrovia e del 9,1% via aereo.

A fronte di questi dati le stime della ripartizione del trasporto internazionale di merci da e per l’Italia tra vettori italiani ed esteri indicano che la quota dei vettori italiani nel trasporto stradale nell’arco dell’ultimo decennio è diminuita di oltre dieci punti percentuali, passando dal 30,7% del 2008 al 20,5% del 2018.

“L’erosione della quota di mercato – spiega Marco Sensi, presidente provinciale di Confartigianato Trasporti- arriva dai Paesi a basso costo del lavoro. Infatti per le imprese di autotrasporto polacche, che sono le maggiori concorrenti nel traffico merci internazionale, il costo del lavoro di un dipendente è il 25% di quello delle imprese italiane. Ma a pesare sul trasporto merci italiano – continua Sensi – c'è anche la tassazione ambientale. L’analisi dei dati del report ‘Taxing Energy Use 2019’ pubblicato dall’Ocse nelle scorse settimane evidenzia che la tassazione per unità di CO 2 emessa nel settore dei trasporti in Italia è la terza più elevata tra i 44 paesi esaminati. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato il trasporto su strada in Italia paga tasse per 240 euro per tonnellata CO 2, il 54,3% in più della media dei 18 paesi concorrenti nel trasporto merci internazionale su strada. Se poi facciamo il confronto con la Polonia – continua Sensi – il differenziale sale all’81,4%. Una differenza altissima che mette le aziende italiane in grande difficoltà.”

Ma con la manovra finanziaria altri aggravi sono in agguato.

“L’articolo 76 del disegno di legge di bilancio 2020 – spiega ancora Marco Sensi - esclude dal 1° marzo 2020 dal beneficio fiscale della riduzione dell’accisa sul gasolio per autotrazione oltre 23 mila veicoli euro 3 e a decorrere dal 1° gennaio 2021, l'esclusione si allarga ai veicoli di classe euro 4. Questo ulteriore balzello è stato ritenuto ‘irricevibile’ da Confartigianato Trasporti e sul punto l’associazione ha dato e continua a dare battaglia a tutti i livelli, perchè si applica ad una quota molto ampia di imprese di autotrasporto, interessando 4 veicoli su 10 di classe euro 3 e superiori (39,8%). Ricordiamo anche – aggiunge Sensi - che l’Italia è il paese dell’Eurozona con il più elevato livello delle accise sul gasolio, pertanto aggravare ancora il settore significa dare un ulteriore spinta negativa al ciclo economico che già si sta riverberando sulle imprese di autotrasporto. Lo dimostrano i dati del secondo trimestre 2019 che mostrano come il fatturato del trasporto terrestre in Italia ristagna (+0,4%) a fronte di un aumento del 3,4% rilevato nella media UE. A pesare, oltre tutti i balzelli di cui abbiamo parlato, c'è la riduzione della produzione manifatturiera che, nei primi nove mesi dell’anno, ha registrato una flessione tendenziale dell’1,0%.

L’incremento dei costi indotto dalla manovra – conclude Sensi - se non viene tempestivamente corretto rischia di compromettere il miglioramento dell’efficienza che il settore ha mostrato negli ultimi anni. Ed è un settore, come abbiamo detto, che in Italia è strategico ed è molto rilevante la presenza artigiana. Nel 2019 infatti nell’autotrasporto di merci operano 90 mila imprese con 338 mila addetti. Di queste il 54,7% (pari a 49 mila unità) sono imprese artigiane e danno lavoro a 109 mila addetti. Il fatturato del settore è di 45,9 miliardi di euro e il valore aggiunto è di 13 miliardi di euro”.

 

 

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