Nuovi cassonetti, le perplessitą di Anap Confartigianato

16 Novembre 2018

Alcuni sono già arrivati, altri stanno per arrivare. Sono i nuovi cassonetti per la raccolta differenziata che Sei Toscana sta piazzando, per un totale di 70, nelle zone dell'anfiteatro, Giotto, Mecenate, ex Cadorna e stazione. Con l'installazione dei cassonetti è arrivata anche una lettera ai residenti con le spiegazioni per la raccolta differenziata, ma nascono anche le prime perplessità.

Ad esprimerle è Angiolo Galletti, presidente di Anap Confartigianato.

“Abbiamo notato – dice Galletti – che in alcune zone i cassonetti per la raccolta indifferenziata erano due e sono stati sostituiti con uno solo. Forse si intende incentivare la raccolta differenziata anche riducendo i cassonetti per quella indifferenziata, ma intanto il risultato è stato che nelle zone più popolose i rifiuti, che evidentemente non entravano più nel cassonetto, sono stati lasciati per terra. Non sarebbe il caso di ricalibrare – osserva Galletti – e mettere due cassonetti per la raccolta indifferenziata laddove due erano in precedenza? Ma c'è un'altra cosa che non si capisce- prosegue il presidente di Anap Confartigianato – ed è il fatto che l'apertura dei cassonetti per la raccolta indifferenziata è piccola, mentre quella degli altri è grande per tutta la lunghezza del cassonetto. Perché? E cosa accade in quei condomini che fanno la raccolta condominiale? Il sacco condominiale non entra nell'apertura del cassonetto, né si può pensare che l'apertura piccola sia un incentivo a non gettare rifiuti ingombranti, perché chi butta ingombranti, se trova l'apertura stretta, non si fa problemi: o abbandona l'ingombrante fuori o lo butta negli altri cassonetti.”

Ma anche per il futuro, con la tecnologia digitale in arrivo per aprire i cassonetti, le perplessità non mancano.

“Noi pensiamo agli anziani – dice Galletti – e abbiamo il timore che non sarà affatto semplice per loro usare una tecnologia digitale per andare a buttare la spazzatura. Vorremmo ricordare che, se la tecnologia va avanti, ed è un bene, ci sono anche categorie di persone di cui occorre tenere conto quando si progettano servizi per la collettività. Sicuri – conclude il presidente di Anap -che non c'era una soluzione più semplice per non mettere in difficoltà gli anziani?”

 

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