Nuova privacy, Baldi Confartigianato avverte: “Attenti a quello che accettate

5 Giugno 2018

Attenzione alle nuove regole sulla privacy. A parlare e a mettere in guardia sugli inconvenienti che potrebbero essere collegati alla nuova normativa è Maurizio Baldi, presidente delle categorie di Confartigianato Arezzo.

“Ci sono oneri e rischi sia per le piccole e medie imprese – spiega Baldi – sia per i singoli. Sono rischi diversi, per le imprese si tratta di adempimenti anche complicati, il cui mancato rispetto può portare a sanzioni, per i privati il rischio è quello di ritrovarsi servizi non voluti.”

Cominciamo con i cittadini. “Approfittando dell'entrata in vigore della nuova normativa – sottolinea Baldi – ci sono aziende che colgono l'occasione per farsi dare il consenso e accettare come potenziali interessati a ricevere nuove newsletter. Bisogna fare molta attenzione a quello che si accetta – continua Baldi – non solo perché potremmo ritrovarci la posta elettronica piena di spam, ma anche perché c'è chi offre servizi aggiuntivi, che incautamente potremmo accettare, e ritrovarci a doverli pagare o alla sim prosciugata dal credito.”

L'altro profilo riguarda le imprese, in particolare le piccole aziende. Confartigianato è stata anche protagonista di una audizione davanti alle Commissioni speciali riunite di Camera e Senato, dove ha spiegato la sua posizione.

“Il decreto legislativo che recepisce in Italia il Regolamento europeo sulla privacy – spiega ancora Baldi - deve chiarire e coordinare gli obblighi per le imprese, semplificare gli adempimenti a misura di micro e piccole imprese secondo il principio europeo ‘Pensare innanzitutto al piccolo’, sospendere per 6 mesi le pesanti sanzioni a carico degli imprenditori, accompagnandoli con linee guida nel percorso di adeguamento alle nuove norme”.

Confartigianato ha costituito un’apposita task force per monitorare e gestire l’impatto del Gdpr (la nuova privacy) sulle imprese, evidenziando che nell'ambito di 4,2 milioni di artigiani e piccole imprese risultano a più alta esposizione il 35,4% di piccole imprese con dipendenti a cui si somma il 6,4% di piccole imprese senza dipendenti nei settori dell'Ict, salute e benessere mentre vi è una minore esposizione per il restante 58,2% delle piccole imprese, senza dipendenti. Il costo calcolato

dalla task force per l'adeguamento ammonta a circa 3,1 miliardi di euro.

“Abbiamo chiesto – prosegue Baldi - che il decreto legislativo all’esame del Parlamento preveda chiaramente strumenti e modalità semplificati per le micro e piccole imprese per non gravarle di oneri e adempimenti inutili e sproporzionati rispetto alle reali esigenze di tutela dei dati personali. Il principio del “Think Small First” (prima pensare al piccolo) è contenuto nello Small Business Act europeo e recepito in Italia nello ‘Statuto delle imprese’ del 2011 – sottolinea Baldi – e vi si richiama l’applicazione di criteri di proporzionalità e di gradualità in occasione dell'introduzione di nuovi adempimenti e oneri a carico delle imprese, tenendo conto delle loro dimensioni, del numero di addetti e del settore merceologico di attività”.

Modalità semplificate per le piccole imprese da emanare nel più breve tempo possibile vengono sollecitate anche nelle linee guida che il decreto prevede siano adottate dal Garante della Privacy.

In questa fase di applicazione del Regolamento europeo caratterizzata da incertezza e confusione, Confartigianato chiede inoltre di prevedere per le piccole imprese, come già concesso in Francia e in Austria, un periodo di almeno 6 mesi di moratoria nell’applicazione delle sanzioni pecuniarie, sostituendole con prescrizioni di adeguamento alla nuova disciplina. “In questo modo – conclude Baldi - si accompagnerebbero le imprese nel percorso di compliance al Regolamento, evitando loro pesanti ripercussioni economiche.”

 

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