Legge di Bilancio. No a riduzione ecobonus su infissi e caldaie

7 Novembre 2017

Confartigianato è critica sulla misura, prevista nella Legge di bilancio, che riduce dal 65 al 50 per cento l’aliquota di detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici riguardanti infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse.

Confartigianato ritiene assurdo che vengano penalizzati i componenti che in 10 anni di bonus fiscali hanno rappresentato la quota più significativa di apporto al risparmio energetico degli edifici.

In questo modo si infligge un duro colpo alle imprese dei settori legno e arredo e metalmeccanica di produzione che, in questi anni difficili, hanno investito per migliorare costantemente le prestazioni dei loro prodotti in chiave di efficienza e risparmio energetico: si rischia la perdita, in termini di fatturato, di circa 250-300 milioni di euro e la scomparsa di oltre 1.500 posti di lavoro nel solo comparto dei serramenti. Al tempo stesso, si vanificherebbe il contributo fondamentale offerto da questi prodotti nel percorso dell’Italia verso il raggiungimento degli obiettivi complessivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissati per il 2020.

In sintesi, a giudizio di Confartigianato, escludere serramenti e schermature solari dalla detrazione del 65% significa arrestare un circolo virtuoso, penalizzare le imprese italiane che tanto hanno investito nella progettazione e nella realizzazione di prodotti sempre più performanti e compiere un passo indietro all’affermazione di un’edilizia di qualità certificata.

Nel sollecitare il ripristino dell’aliquota del 65% per infissi, schermature solari, caldaie a condensazione e a biomasse, Confartigianato segnala che le imprese italiane dei serramenti e delle vetrazioni sono pronte a raccogliere la sfida di un maggior impegno sul fronte della riqualificazione energetica proponendo che, fra i requisiti richiesti per l’ottenimento delle detrazioni del 65%, ne vengano inseriti altri quali la classe di permeabilità all’aria e la esecuzione a regola d’arte  della posa in opera che rappresenterebbero nuovi elementi ulteriormente qualificanti per ridurre le dispersioni energetiche del patrimonio edilizio nazionale.

La posizione di Confartigianato è condivisa con Anfit, Cna, EdilegnoArredo, Si-Pvc-Pvc Forum Italia e Unicmi.

Scarica il documento in formato pdf