L’Edilizia va a passo lento più compravendite che costruzioni nuove

2 Luglio 2018

“Recupero? Per ora solo una prospettiva” Sono parole del presidente della Federazione edile di Confartigianato Arezzo, Giordano Cerofolini dopo un’analisi dei recenti dati congiunturali, “che confermano anche sui nostri territori – spiega ancora   - il ritardo della ripresa delle Costruzioni, anche se alcuni indicatori anticipatori mettono appunto in evidenza ipotesi di un rilancio alle porte”.

Il problema è che l’analisi della produzione del settore edilizio evidenzia per l’Italia un più basso profilo rispetto al più robusto ritmo di crescita registrato nei 19 Paesi dell’Eurozona. Nel dettaglio si osserva che nel 2017 la produzione sale di un limitato 0,8% a fronte del +2,5% registrato nell’Eurozona. Nei primi tre mesi del 2018 l’Euro zona conferma il ritmo di crescita (+2,5%), mentre in nel nostro Paese, Arezzo non fa certo eccezione, la produzione ristagna.

Lo stesso Cerofolini tiene a sottolineare come “quando parliamo di medie il dato va disarticolato: noi abbiamo un Nord del Paese che ha agganciato la ripresa, un Sud stabile e un Centro, nostre zone comprese, che appunto stenta ad agganciare la ripresa e fa passi avanti per ora molto limitati”.

Nel primo trimestre 2018 il valore aggiunto delle Costruzioni sale dell’1,3%, ma il comparto non ha ancora pienamente beneficiato della fase di recupero: nell’arco di quattro anni di ripresa dell’economia italiana – tra il primo trimestre 2014 e il primo trimestre 2018 – il valore aggiunto a prezzi costanti delle Costruzioni ha cumulato un calo del 4,1%, a fronte dell’aumento del 5,6%  del Manifatturiero e del 3,9% dei Servizi.

Si rileva un segnale positivo dagli investimenti in costruzioni che – a prezzi costanti – nel 2017 salgono dell’1,1%, consolidando l’aumento dell’1,2% del 2016 dopo una lunga e profonda recessione; nel primo trimestre 2018 gli investimenti in costruzioni rimangono stazionari ma, secondo le previsioni del DEF 2018, quest’anno dovrebbero salire dell’1,5%.

l’Italia è l’unico Paese europeo con deflazione immobiliare mentre, in chiave congiunturale, un segnale positivo proviene dalle compravendite.

Il settore delle costruzioni, lo ricordiamo, è un comparto di cui il 74,5% della produzione si riferisce all’edilizia, il 12,0% all’installazione di impianti elettrici, il 9,6% a installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria e il 3,9% ad altri lavori di costruzione e installazione (ascensori e scale mobili, isolamento termico, acustico o antivibrazioni ecc.).

Infine ricordiamo che la produzione nelle Costruzioni in Italia, valutata in 166,2 miliardi di euro, è determinata per il 25,9% da nuove costruzioni (8,3% residenziale e 17,6% diverso da Residenziale) e per il 73,1% da rinnovo, composto da un 21,8% di manutenzione ordinaria, 21,5% da manutenzione straordinaria per immobili diversi Residenziale e 29,9% da manutenzione straordinaria Residenziale. Un ulteriore 1% della produzione è relativo a Fonti Energetiche Rinnovabili.

 

Scarica il documento in formato pdf