Fotografi e videoperatori Confartigianato, anche noi vittime del coronavirus ma pensiamo al futuro

14 Maggio 2020

La situazione è difficile per tutti ma questo è anche il momento di ampliare gli orizzonti e rimboccarsi le maniche, come sanno far bene gli artigiani e sperimentare soluzioni nuove.

“Come Associazione Fotografi e Videoperatori – osserva il vice Presidente Riccardo Mendicino – vogliamo provare a inserire un po' di ottimismo in questa situazione e offrire alle imprese i nostri servizi e la nostra consulenza in un'ottica nuova, diversa dal passato, più adatta alla situazione che stiamo vivendo e che dovremo affrontare ancora a lungo. Una delle opportunità oggi – continua il vice Presidente – è data da internet ma per riuscire nel commercio online occorre farsi conoscere e apprezzare, i prodotti vanno presentati nel modo migliore, i social media sono uno strumento importante, ma occorre saperli sfruttare e ci vogliono strumenti professionali come foto o video di qualità e strategie adatte per comunicare efficacemente a distanza. Un solo esempio per capirsi: non potremo andare a Fiere per un periodo anche lungo? Potremo fare videoconferenze, inviare cataloghi virtuali e pubblicizzare la nostra attività con una buona comunicazione, anche attraverso foto e video, farà la differenza.”

Insomma i Fotografi e Videoperatori di Confartigianato sono pronti e a disposizione delle aziende che stanno via via riaprendo i battenti ma devono fronteggiare un cambiamento epocale.

“Noi ci siamo - conclude Mendicino – siamo professionalmente preparati in questo tipo di servizi e crediamo che sia strategico attrezzarsi per tempo. Per questo ci rivolgiamo alle aziende del territorio, perché comunicare, creare un feeling con la propria potenziale platea di clienti e farlo da subito, permetterà quando le condizioni saranno migliori, di essere pronti a sfruttare la ripartenza, con un'ottica nuova, idee nuove e nuovi strumenti a disposizione.”

Siamo consapevoli che Il settore della fotografia è tra quelli maggiormente penalizzati dalle misure di contenimento al contagio da Covid19 – spiega Nedo Baglioni, presidente di Confartigianato Fotografi Arezzo – e nonostante la possibilità di poter continuare l’attività, il settore ha visto un crollo delle commesse pressoché totale perché oltre l’annullamento di cerimonie ed eventi vi è stato un crollo nell’attività di promozione pubblicitaria delle aziende e anche i piccoli servizi, ad esempio le foto-tessera o i ritratti, sono stati azzerati per l’impossibilità di recarsi presso gli studi fotografici.

Il risultato è che le imprese si ritrovano a zero fatturato, ma devono continuare a sostenere i costi fissi e non sono state neppure ricomprese nelle misure di sostegno previste dal Governo per le attività sospese.”

E anche le prospettive legate al graduale allentamento delle misure restrittive non si preannunciano rosee.

“Per la fotografia si potrebbe prospettare un intero anno di blackout – fa notare Baglioni - a causa del rinvio al prossimo anno di tutti gli eventi come matrimoni, battesimi, comunioni ma anche di quei servizi legati alla promozione turistica del territorio, alle sfilate di moda, al lancio di nuove collezioni e gli altri eventi a carattere stagionale, che non potranno essere recuperati.”

In questo contesto il settore della fotografia e quello del turismo soffrono molte analogie ed è al turismo che si chiede al Governo di paragonate la categoria.

Quindi anche per questo settore - conclude Mendicino – è necessario intervenire sul piano fiscale e contributivo ed individuare misure in grado di corrispondere ai fabbisogni di liquidità immediata ma soprattutto, da parte nostra è necessario farsi trovare (e noi lo siamo) pronti ad offrire non solo servizi adatti al momento attuale ma anche e soprattutto a mettere a disposizione le nostre idee, le nostre conoscenze, le nostre esperienze e la nostra creatività al servizio della collettività

 

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