Ferrer Vannetti. Domanda internazionale debole ma OroArezzo resta un appuntamento importante

9 Aprile 2019

VANNETTI Confartigianato: NONOSTANTE LA DEBOLEZZA DELLA DOMANDA INTERNAZIONALE OROAREZZO SI CONFERMA APPUNTAMENTO FONDAMENTALE PER LE AZIENDE ORAFE ARETINE

All’indomani della conclusione di Oroarezzo chiediamo al presidente di Confartigianato, Ferrer Vannetti una prima valutazione sulla quarantesima edizione dell’evento orafo aretino.

La macchina organizzativa messa a punto da Arezzo Fiere ed Italian Exhibition Group anche quest’anno non ha deluso le aspettative degli espositori che hanno avuto modo di incontrare nei diversi padiglioni della Fiera circa 450 buyer provenienti dai principali Paesi del mondo, oltre ai numerosi operatori commerciali dell’ingrosso e del dettaglio provenienti dal mercato interno. "La Mostra OroArezzo si conferma - precisa il presidente di Confartigianato imprese Arezzo Ferrer Vannetti - come un importantissimo strumento a disposizione delle  aziende del distretto orafo di Arezzo che qui hanno modo di incontrare i principali operatori del mercato internazionale del gioiello. "

Oltre la metà dei produttori presenti ad OroArezzo proviene dal nostro distretto orafo mentre gli altri  appartengono ad altri distretti produttivi  italiani (principalmente Vicenza, Torre del Greco e Valenza Po). Solo il 10% degli stand era occupato da espositori provienenti dall’estero.

"Confartigianato ha giocato un ruolo da protagonista ad OroArezzo - prosegue Vannetti -attraverso l’organizzazione di una esposizione collettiva di 28 espositori provenienti dalle aree produttive di Arezzo, Vicenza, Torre del Greco, Firenze, Ravenna e Forlì. Tuttavia molte aziende associate hanno partecipato ad OroArezzo con il loro stand aziendale. Complessivamente la presenza di aziende di Confartigianato ha superato i 150 espositori."

Dalle prime impressioni raccolte a caldo dagli operatori a conclusione della mostra la situazione del mercato appare piuttosto difficile soprattutto in considerazione della frenata della domanda che proviene dai principali Paesi importatori di oreficeria aretina. Secondo i dati forniti dall’ISTAT l’export di Arezzo nel 2018 è diminuito dello 0,8% rispetto al 2017 e dopo la buona performance di VicenzaOro, i risultati registrati dalle aziende nelle principali fiere internazionali (Hong Kong e Istanbul) nel corso del 2019 non appaiono molto incoraggianti. Ad OroArezzo, in particolare, gli Emirati Arabi Uniti, che rappresentano ancora il principale mercato di destinazione dell’oreficeria aretina, con oltre il 26% del totale dell’export del distretto orafo, hanno confermato una scarsa presenza di operatori ed una modesta propensione agli ordinativi. E non poteva essere altrimenti visto il clima di preoccupazione per l’escalation militare nel conflitto tra le diverse fazioni presenti in Libia. Secondo i dati del World Gold Council tutta l’Area del Medio-Oriente nel 2018 ha fatto registrare una riduzione del -15% della domanda di gioielleria .

Segnali positivi arrivano viceversa da Hong Kong (il nostro secondo mercato di destinazione) che ha sperimentato quest’anno una crescita nella domanda di gioielleria aretina pari al +4,2%. Nel continente americano, a fronte di una domanda che negli Stati Uniti appare sostanzialmente stabile, particolare vivacità viene dagli acquisti di oreficeria da Panama (+20%) e dal Canada (+78%). In Europa la crescita dell’export verso la Francia (+14%) ed il Regno Unito (+8%) è controbilanciato dalla contrazione della domanda di gioielli aretini in Germania (-12%) e dalla sostanziale stabilità degli acquisti dalla Spagna.

Per quanto riguarda poi la proposta del Governatore Rossi relativa alla realizzazione di un grande Museo dell’Oro nel centro storico di Arezzo tramite l’acquisto da parte della Regione Toscana della Collezione Oro d’Autore il Presidente di Confartigianato esprime tutto il suo apprezzamento.

“Da anni sosteniamo la necessità di rilanciare con forza l’immagine di Arezzo come città dell’oro. - sottolinea ancora una volta Vannetti - La promozione del patrimonio storico-artistico della città di Arezzo può essere coniugata con successo con la valorizzazione delle aziende orafe che danno vita nella nostra provincia al più grande distretto orafo d’Europa. La produzione unbranded delle aziende orafe aretine potrebbe trovare un validissimo strumento di promozione soprattutto sul mercato interno proprio nei grandi eventi espositivi organizzati dal Museo dell’Oro di Arezzo”.

Il Presidente Vannetti esprime soddisfazione anche per il dialogo costruttivo con le altre associazioni di categoria all’interno della Consulta dei Produttori Orafi all’indomani delle burrascose vicende che hanno segnato la Presidenza di Arezzo Fiere nei primi mesi del 2019.

La lettera unitaria inviata al Governo dalle Associazioni aderenti alla Consulta Orafa per la richiesta di interventi a sostegno del settore orafo è una prima dimostrazione del clima di collaborazione tra le Associazioni di categoria.

 

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