Decima giornata di predizione Alzheimer il 29 aprile in piazza Giotto

21 Aprile 2017

Alzheimer, una malattia subdola e invalidante, con numeri purtroppo in crescita in una società che invecchia, che causa enormi sofferenze e costi sociali sempre maggiori. Una malattia ancora molto difficile da affrontare, per la quale la prevenzione e la diagnosi precoce rappresentano strumenti indispensabili per una cura migliore e minori disagi per le persone malate e per le famiglie.

Per aiutare a prevenire questa malattia e per una diagnosi precoce Anap Confartigianato ha promosso, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Geriatriche dell'Università la Sapienza di Roma, la Fondazione per lo studio della geriatria e gerontologia e la Croce Rossa Italiana, la 10^ giornata di predizione dell'Alzheimer.

La manifestazione si svolgerà il 29 aprile 2017 dalle 9 alle 13 in Piazza Giotto ad Arezzo.

“Come per gli altri anni – spiega Angiolo Galletti, presidente di Anap Confartigianato Arezzo - verrà allestito un gazebo all'interno del quale, chi vorrà, potrà rispondere ad appositi questionari attraverso i quali è possibile individuare precocemente se una persona è predisposta all'insorgere della malattia. Poichè l'Alzheimer è una delle malattie maggiormente invalidanti – continua Galletti – e con il crescere dell’età media della popolazione è una patologia sempre più diffusa è importante conoscere i sintomi per affrontarli meglio e con maggiore successo. I familiari di queste persone hanno un compito difficilissimo – continua Galletti – ed è necessario essere ben informati, non solo sulle modalità di cura, ma anche sul come è opportuno relazionarsi con questi pazienti. Inoltre la diagnosi precoce permette di avere maggiore successo nelle terapie. Per questo – conclude – continuiamo la nostra battaglia per l'informazione e la diagnosi precoce, con una iniziativa che ha sempre avuto molto successo e che quest'anno giunge alla decima edizione.”

Nell'occasione verrà distribuito materiale informativo che permetterà di comprendere meglio il comportamento dei malati e imparare a rapportarsi meglio con loro.

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