Confartigianato Legno Arredo, perso il 72% del fatturato nel solo mese di aprile.

15 Luglio 2020

 

 

La crisi Covid-19 ha inferto un duro colpo al comparto del legno-arredo, indebolendo sia la domanda interna che quella estera. Secondo quanto risulta a Confartigianato le micro-piccole imprese del legno-arredo ad aprile hanno perso il 72,2% del fatturato, mentre a maggio la flessione, pur sempre pesante, si attenua ad un -41,8%.

A fare il punto della difficile situazione in cui versa il settore è il presidente provinciale della federazione Legno Arredo di Confartigianato Arezzo. “La situazione del nostro comparto è fra le più difficili – spiega Fabbroni – e basta guardare i dati per capire che il quadro è veramente drammatico. Nel bimestre marzo-aprile 2020 le esportazioni del legno-arredo hanno registrato una caduta del 46,3%, pari a quasi 1 miliardo di euro in meno di vendite, che porta nei primi quattro mesi dell’anno ad una caduta delle esportazioni del 24,1%, una intensità doppia del calo del 12,1% registrata dal totale del manifatturiero. Sul fronte della domanda interna – prosegue – le cose vanno anche peggio. Nel trimestre marzo-maggio 2020, le vendite al dettaglio di mobili ed articoli tessili e di arredamento per la casa si dimezzano (-53,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un calo decisamente più marcato rispetto a quello registrato dalla media dei prodotti non alimentari (-36,5%).

Una situazione che, inevitabilmente, si ripercuote sull'occupazione in un comparto importante per l'artigianato.

“Nei settori manifatturieri del legno e mobili – ricorda Fabbroni - operano 47.447 unità locali con 234.326 addetti, con una elevata concentrazione di micro e piccole imprese: sono 46.981 le unità locali con meno di 50 addetti, rappresentano il 99% del totale e danno lavoro a 182.089 addetti, oltre i tre quarti (77,7%) del comparto. La filiera del legno e arredo arriva nel complesso a 51.089 unità locali e 240.167 addetti sommando, ai due settori manifatturieri esaminati, ulteriori 3.642 unità locali e 5.841 addetti della riparazione di mobili e di oggetti di arredamento, laboratori di tappezzeria. Nel dettaglio, la fabbricazione di mobili – con 132.595 addetti – rappresenta il 55,1% dell’intera filiera, il legno – con 101.728 addetti – rappresenta il 42,4% mentre la riparazione di mobili e tappezzeria pesa per il restante 2,4%. Centrando l’attenzione sui due comparti manifatturieri di legno e mobili le 35.957 unità locali artigiane rappresentano i tre quarti (75,8%) delle imprese e i 104.841 addetti nell’artigianato sono il 44,7% dell’occupazione”.

In questo contesto la Lombardia (22 mila addetti) e il Veneto (19 mila addetti) rappresentano le regioni capofila, ma anche la Toscana con 8852 addetti offre un dato consistente, e l'artigianato nella nostra regione rappresenta il 53,4% del totale.

“Se pensiamo che nel 2019 l’Italia, con vendite all’estero per 11,8 miliardi di euro, è il terzo esportatore dell’Unione europea di prodotti del legno-arredo, dietro alla Germania (17,8 miliardi di euro) e Polonia (15,4 miliardi di euro), sale al secondo posto, dietro alla Germania, per esportazioni di mobili per ufficio e negozi e di mobili per cucina, e ancora è sempre al secondo posto, ma questa volta dietro alla Polonia, per vendite all’estero di mobili per arredo domestico, sedie, poltrone e divani – conclude Fabbroni – comprendiamo come sia importante il nostro comparto per il made in Italy e per l'economia del territorio. E' per questo – ribadisce Fabbroni – che chiediamo a chi ci governa, a livello nazionale ma anche locale, tutte le misure di sostegno che servono a mantenere in vita questo comparto. Misure che vanno dal credito alle tasse, agli interventi di sostegno all'occupazione, alla sburocratizzazione, già presentati sia a livello locale che nazionale da Confartigianato. Ne va del futuro di una fetta troppo importante del made in Italy e dell'occupazione.”

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