Compro Oro. Continua la battaglia di Confartigianato per modificare il Decreto

10 Luglio 2017

Il 5 luglio è entrato in vigore il decreto legislativo sui ‘compro oro’. La normativa è stata fortemente contestata da Confartigianato perché include anche gli orafi artigiani tra i soggetti che devono rispettare i rigorosi obblighi imposti a chi svolge soltanto attività di compravenditadi metalli e oggetti preziosi. A preoccupare le imprese è anche la fase applicativa delle nuove norme

Confartigianato è quindi intervenuta presso il Ministero delle Finanze-Dipartimento del Tesoro, e ha ottenuto indicazioni sui prossimi passi dell’iter attuativo. Il decreto legislativo in vigore dal 5 luglio prevede infatti che da questa data decorreranno tre mesi entro i quali il Ministero dell’Economia dovrà adottare un apposito decreto con le modalità di invio dei dati e di alimentazione del Registro al quale dovranno iscriversi gli operatori ‘compro oro’.

Una volta entrato in vigore il decreto ministeriale, l’OAM – Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi – avrà a disposizione altri tre mesi per avviare la gestione del Registro. Nel frattempo Confartigianato continua a denunciare l’assurdità del provvedimento che carica gli orafi artigiani di nuovi, costosi e complicati adempimenti. Durante il dibattito parlamentare che ha preceduto l’emanazione del decreto, il Presidente di Confartigianato Orafi, Andrea Boldi, è intervenuto in audizione alla Camera e al Senato proprio per chiedere sì una legge che disciplinasse i compro oro, ma senza caricare di nuova burocrazia gli orafi artigiani che svolgono attività di compravendita di oro usato soltanto in forma marginale e occasionale.

Una posizione quella di Confartigianato, accolta e condivisa dalle Commissioni di Camera e Senato. Ma alla fine ha prevalso la linea dura e il nuovo decreto assesta un brutto colpo al settore dell’oreficeria artigiana. Ora però Confartigianato continua la battaglia sia per monitorare gli effetti sulle imprese delle parti del decreto già in vigore sia per modificare il decreto stesso eliminando il carico di adempimenti sugli orafi artigiani.

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