Cavi. Il CEI cancella la nota introdotta nel 2012 sulla limitazione dei non CRP

3 Gennaio 2017

Su sollecitazione di Confartigianato Il CEI ha finalmente risolto la limitazione all’uso dei cavi “non CPR” introdotta dalla Variante V4 alla norma CEI 64-8 (2012) cancellando la nota identificata con asterisco a pag. 2 della variante citata.

Sui cavi, infatti, cavi era sorta grande confusione ingenerata dall’emanazione della citata norma CEI che erroneamente, rispetto alle indicazioni di legge, poneva al 31 dicembre 2017 la data limite di utilizzo dei cavi cosiddetti CPR subordinata anche alla data di progettazione dell’intervento.

Come indicato da Confartigianato, gli installatori possono quindi utilizzare i cavi non CPR purché vi sia evidenza che sono stati immessi sul mercato prima del 1 luglio 2017.

Già durante la diretta streaming di “Impresa Diretta” lo scorso 27 luglio, il CEI (che opera a fronte di un consenso da raggiungere nell’ambito dei comitati competenti per il tema trattato) si era reso disponibile ad accogliere la richiesta di Confartigianato di rivedere/annullare la nota alla variante 4, nel caso all’interno del Comitato Tecnico CEI 64 si fosse trovata l’intesa in tal senso. In merito alle norme tecniche del CEI è sempre importante ricordare che sono strumenti volontari di presunzione di regola dell'arte.

La precisazione di “presunzione di regola dell'arte” è molto importante: la Legge n. 186 del 01/03/1968 all'art. 2 afferma proprio che se opera in accordo alle norme tecniche volontarie del CEI per componenti attrezzature ed impianti elettrici, queste realizzazioni si considerano a regola dell'arte. Viceversa, un progettista o installatore potrebbe sempre distaccarsi dalle norme tecniche del CEI avendo poi l'onere di dimostrare che l'impianto o componente sia a regola d'arte.

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