Appare positivo ad una prima analisi il bilancio della fiera appena tenutasi a Vicenza

24 Gennaio 2018

VicenzaOroJanuary: orafi artigiani aretini alla conquista di nuovi mercati internazionali

“Valutazione positiva della Fiera da parte degli espositori aretini, grazie in particolare all’affluenza massiccia di buyer internazionali, provenienti dai Paesi europei, dall’area medio-orientale dal continente americano e dai paesi asiatici”. E’ quello che emerge da un primo bilancio della Fiera, che fa il coordinatore della Federazione Orafi di Confartigianato Arezzo, Paolo Frusone, dopo aver raccolto le impressioni delle aziende aretine del settore che hanno preso parte alla kermesse vicentina. VicenzaOroJanuary ha, infatti, ospitato oltre 1.500 produttori, provenienti da 30 paesi del mondo, attraverso l’allestimento di circa 25mila metri quadri di stand espositivi. Visitata da 33mila visitatori da 120 paesi, questo appuntamento fieristico si conferma come uno dei principali appuntamenti a livello globale.

Fatte, quindi, le dovute premesse relativamente a valutazioni che sono necessariamente diverse a seconda dell’azienda presa in considerazione, in generale e nonostante i timori della vigilia, legati principalmente all’incertezza degli operatori commerciali degli Emirati Arabi circa l’applicazione della nuova tassazione sulle importazioni di oreficeria, si è riscontrato una positiva affluenza di buyer nei corridoi e negli stand della fiera.

“Pur mantenendo un atteggiamento prudente relativamente agli ordinativi - spiega lo stesso Frusone - che andranno confermati nelle prossime settimane, gli operatori commerciali arabi hanno comunque visionato i nuovi campionari e intavolato contrattazioni con gli espositori. Ma le difficoltà degli Emirati sembrano aver finito per favorire altri mercati dell’area, come ad esempio il Libano, la Turchia o i Paesi africani che stanno incrementando i loro ordinativi in modo consistente”.

Questo dato appare confermato peraltro anche dall’analisi dei dati statistici a nostra disposizione che si riferiscono ai primi 9 mesi del 2017. L’export verso gli Emirati Arabi dal 2015 al 2017 è diminuito di circa 20 punti percentuali. Di converso quello verso la Turchia è aumentato del 39%. Le esportazioni verso il Libano crescono del 175%. Fortissime percentuali di crescita a tre cifre si registrano anche per le vendite di oreficeria aretina verso l’Egitto, il Senegal ed il Marocco.

“Per quanto riguarda l’Europa – spiega poi coordinatore della Federazione Orafi di Confartigianato Arezzo - abbiamo notato grande interesse soprattutto da Spagna, Germania, Portogallo, Grecia e Paesi dell’Europa centro-orientale oltre che dalla Russia”.

Anche dal continente americano sembrano arrivare segnali positivi. A confermare il trend degli ultimi 2 anni che vede una crescita dell’export verso gli Stati Uniti di circa il 35% “vi è - approfondisce Frusone - la consistente presenza in Fiera di numerosi operatori provenienti dagli USA, ma anche dal Messico e da Panama e abbiamo poi riscontrato in fiera un certo numero di buyer canadesi. A circa un anno dall’entrata in vigore – anche se con regime provvisorio - del nuovo Trattato CETA di libero scambio tra Canada ed Unione Europea gli operatori commerciali nordamericani sembrano intenzionati ad approfittare del nuovo regime delle preferenze tariffarie attraverso l’aumento del volume degli ordinativi”.

Molti infine gli operatori commerciali provenienti dal continente asiatico. Accanto ai buyer di Cina e Hong Kong le aziende orafe nostre associate ci segnalano un buon interesse per il prodotto aretino anche da diversi operatori di Corea, Vietnam e Tailandia. Dall’analisi dei dati dei primi 9 mesi del 2017 emerge come Hong Kong sia diventato il secondo mercato di destinazione dell’oreficeria aretina con una crescita dell’export di circa 44 punti percentuali rispetto al 2015.

 

Qui sotto i grafici con i dati aggiornati:

 

 

Elaborazione Federazione Orafi e Argentieri – Confartigianato Imprese Arezzo su dati ISTAT – Camera di commercio di Arezzo.

 

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