Decreto prodotti da costruzione. Confartigianato: Formazione anche per Enti di controllo

7 Luglio 2017

A giorni, in Gazzetta Ufficiale apparirà il decreto sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione. Il provvedimento aggiorna il quadro regolamentare del settore costruzioni e introduce alcune sostanziali novità rispetto al passato. In merito è intervenuto il CSLLPP, Autorità di controllo dei Lavori pubblici, con una presa di posizione sul decreto sottolineando gli aspetti novativi ma anche l’impegno formativo necessario per aggiornare il mondo della progettazione al nuovo quadro.

La nota del CSLLPP-Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si presta all’attento commento di Samuele Broglio, responsabile della normativa per i serramenti per Confartigianato.

“Bella la presa di posizione del CSLPP ma forse nella formazione sarebbe pure il caso di coinvolgere in maniera massiccia gli Enti di controllo, sia quelli demandati ad elevare sanzioni (principalmente la GdF direi, ma anche le CCIA che dovrebbero fare controllo sul territorio) sia quelli chiamati a rilasciare le agibilità delle opere da costruzione.

Evitare che…

Ciò a mio avviso è necessario al fine di evitare che da un lato vengano elevate sanzioni non motivate o sproporzionate alla vera gravità della trasgressione e dall’altro che invece non vengano rilevate pesanti difformità tra prodotto immesso sul mercato e dichiarazioni di prestazione, lasciando liberamente circolare prodotti magari formalmente ineccepibili ma del tutto incongrui rispetto alla loro dichiarazione.

Mi pare infatti che la materia, per quanto paia a primo acchito tutto sommato semplice (ci sono le norme, e che diavolo!!), sia tutt’altro che chiara soprattutto ai soggetti non strettamente addetti ai lavori in campo normativo.

Una formazione specifica

Ricordiamo che per controllare veramente in maniera efficace l’immissione sul mercato dei prodotti da costruzione, sia dal punto di vista formale che soprattutto da quello sostanziale, sarebbe necessario conoscere bene ed in maniera approfondita tutte le Norme Armonizzate di prodotto, norme che purtroppo, essendo state scritte da TC-Comitati tecnici differenti, spesso risultano diverse nel loro layout rendendo difficile la loro lettura. Ciò non è semplice, in quanto non ho vergogna ad ammettere che io, pur da esperto normativo nel campo del serramento e discreto conoscitore del CPR, mi troverei pesantemente in imbarazzo se dovessi controllare la conformità… che so… di “Accessori prefabbricati per coperture” oppure di “Dispositivi antiabbagliamento per strade”. Mi chiedo, quindi, come organi di controllo dello Stato adibiti già a molti altri compiti possano padroneggiare appieno tutti i particolari in un campo così complesso senza prima avere una specifica formazione.

Per quel che riguarda il mondo del serramento sono certo che tale necessità sia decisamente sentita e che allo stato attuale parecchi soggetti chiamati a controllare il mercato siano tutt’altro che preparati a farlo dal punto di vista strettamente tecnico. La mia affermazione non è pura e semplice polemica generica, ma è fondata su anni di osservazione del mercato dal suo interno.

Un esempio lampante

Un esempio per tutti; nonostante le precise disposizioni in materia di porte su vie di fuga contenute nella UNI EN 14351-1 e nonostante tale norma sia disponibile da almeno sette anni, non è infrequente vedere rilasciare Certificati Prevenzione Incendi a fronte della presenza sulle vie di fuga di porte dotate sì di maniglione antipanico marcato, come richiesto dalle vecchie disposizioni ministeriali, ma del tutto prive della Marcatura CE in AVCP 1 prevista per il prodotto dalla Normazione Armonizzata Europea e quindi per principio non idonee all’immissione sul mercato.

Questo esempio è di per sé già sufficiente a far comprendere come la strada per raggiungere un buon livello di formazione in materia di obblighi derivanti dal CPR sia ancora lunga, e che se il settore dell’impresa e dei progettisti necessitano di formazione gli Enti pubblici probabilmente non sono da meno.

Materia ampia, complessa e difficile

Concludo facendo quindi presente che certamente ben venga un sistema di controllo del mercato con relative sanzioni che possa premiare le aziende che in questi anni hanno investito nella messa a norma della loro produzione. Tuttavia è auspicabile, al fine di evitare situazioni sgradevoli e lampanti ingiustizie, che, almeno nella fase iniziale, nessuno si rapporti con gli altri attori con la presunzione di essere il solo depositario della verità assoluta, in quanto la materia, come già detto, è:

- ampia (alcune centinaia di Norme);

- complessa (le norme non sono proprio tutte uguali tra loro) e veramente difficile da padroneggiare nella sua totalità.

 

 

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